ASIA/MYANMAR - Il Vescovo tra gli sfollati dello stato Kachin: “Non siete dimenticati”

giovedì, 24 settembre 2026

RVA


Myitkyina (Agenzia Fides) – Hanno portato speranza e conforto spirituale a oltre mille sfollati interni che vivono nel campo profughi di Santa Teresa, riconosciuti come “i fedeli più vulnerabili della diocesi di Myitkyina”, nello Stato birmano Kachin, attraversato dal conflitto civile. Il Vescovo John Mung Ngawn La Sam, alla guida della diocesi di Myitkyina, alcuni sacerdoti e consacrati laici cattolici hanno visitato il campo, dove il Vescovo ha celebrato la Messa domenicale e amministrato il sacramento della Confermazione a sette fedeli adulti. “È stato un momento di grazia in mezzo alle continue difficoltà affrontate dalle famiglie sfollate”, ha raccontato il parroco locale, padre Peter Lazum Naw Bawk, riferendo che i fedeli hanno accolto calorosamente il Vescovo e la delegazione, che includeva anche il responsabile della Caritas (Karuna Social Services). La visita pastorale, avvenuta domenica 20 settembre, rispecchia il costante impegno della Chiesa nell'accompagnare le persone colpite dallo sfollamento, dalla sofferenza e dal conflitto. “I fedeli del campo profughi di Santa Teresa hanno ricevuto la conferma di non essere dimenticati, né dai loro Pastori né da Dio”, ha rimarcato il parroco.

Nella celebrazione eucaristica, il Vescovo ha detto ai fedeli: “Dio è sempre pronto a benedirci. Ma le benedizioni di Dio scaturiscono da una vita vissuta secondo la Sua volontà. Siamo figli di Dio, ma a volte non viviamo secondo la volontà di Dio. I figli amati compiono buone opere, non si accontentano di un ‘cristianesimo nominale’, ma abbracciano e vivono una fede viva, concreta , testimoniata nella quotidianità”.
“Non si è cattolici ‘per nascita’ – ha ammonito – ma compiendo la volontà di Dio e seguendo i comandamenti del Signore Gesù. Oggi dobbiamo ricordare che siamo cristiani non solo di nome, ma di fatto, con le opere di chi prende la sua croce e segue il Signore Gesù”.
In circostanze difficili e segnate dalla precarietà, la visita del Vescovo ha portato consolazione e conforto spirituale alla comunità. La celebrazione della Messa e l'amministrazione della Cresima hanno rappresentato un momento significativo per i sette adulti che hanno ricevuto il sacramento, rafforzando il loro impegno nella fede.

Dopo la Messa, il Vescovo e i suoi accompagnatori hanno incontrato le suore di San Paolo e gli studenti del convitto che si trova nei pressi, offrendo parole di incoraggiamento e sostegno. Mentre la gente affronta l'incertezza sul proprio futuro, il messaggio della visita pastorale ha risuonato con forza: in un luogo di sradicamento e perdita, la speranza non viene meno.
Il campo profughi di Santa Teresa ospita attualmente 480 famiglie di sfollati interni, per un totale di oltre 1.000 persone provenienti dai villaggi circostanti, stabilitesi lì nel marzo 2025 a causa del conflitto in corso nella regione.

Lo stato Kachin, nel Nordest del Myanmar, è da anni uno dei principali teatri del conflitto armato in Myanmar. Le ostilità tra l'esercito birmano e il Kachin Independence Army (KIA), ala armata del Kachin Independence Organisation, si sono intensificate dopo il colpo di Stato militare del febbraio 2021 e il KIA ha combattuto insieme ad altre forze della resistenza contro l'esercito. Nel corso del 2026, gli scontri si sono concentrati soprattutto nell'area di Bhamo e Shwegu, mentre l'esercito ha cercato di consolidare le proprie posizioni e riaprire importanti vie di comunicazione verso il Nord. A giugno, secondo dati Onu, erano circa 250mila le persone sfollate nel solo Stato Kachin, un numero in aumento rispetto all'anno precedente. La situazione umanitaria è particolarmente grave: le operazioni militari, gli scontri e gli attacchi aerei continuano a provocare nuovi sfollamenti e a rendere difficile l'accesso agli aiuti. L'Unicef ha segnalato un peggioramento della situazione nel Kachin, con nuove persone costrette a lasciare le proprie case a causa dell'intensificarsi dei combattimenti, in particolare nelle aree di Bhamo e Hpakant.
Secondo l'Onu, nel 2026 quasi 3,8 milioni di persone risultano sfollate in tutto il Myanmar, a causa del conflitto civile che dura da oltre 5 anni.
(PA) (Agenzia Fides 24/9/2026)



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