ASIA/INDIA - L'Associazione dei laici cattolici: "Nel nuovo anno, l'impegno a liberare la società dall'odio e dalla discriminazione"

sabato, 10 gennaio 2026 società civile   laici  

AICU

Goa (Agenzia Fides) - "All'inizio del 2026, la All India Catholic Union, che da 106 anni  si fa portavoce dei cittadini cristiani del Paese, emette un fiducioso invito all'azione: insieme, attraverso l'unità, l'istruzione e il rispetto dei principi, possiamo impegnarci a creare un'India in cui la diversità sia celebrata e i diritti di ogni cittadino siano protetti dall'odio e dalla discriminazione", affermato il presidente nazionale dell'AICU, Elias Vaz. Fondata nel 1919, l'AICU è il maggiore organismo rappresentativo del laicato cattolico indiano, operante attraverso 120 unità diocesane in tutto il paese.
La comunità cristiana in India, e in particolare in stati come Uttar Pradesh, Chhattisgarh,Madhya Pradesh e Orissa - segnala l'AICU - ha vissuto nel 2025 un anno difficile, caratterizzato da "un alto livello di violenza e intimidazione", che ha avuto delle punte nel periodo natalizio. Con un appello diffuso per il nuovo anno e inviato all'Agenzia Fides, l'AICU  propone ora di elaborare una convenzione trasversale, per tutte le realtà cristiane in India, che includa "programmi per educare i cittadini sui diritti previsti dagli articoli 25-28 della Costituzione indiana". Sono gli articoli che regolano la vita, i diritti e le libertà delle comunità religiose nel paese. "L'educazione sui diritti e doveri costituzionali può aiutare le comunità dei credenti a rispondere in modo efficace alle sfide che vivono quotidianamente", spiega a Fides  John Dayal, portavoce  dell'AICU.
Inoltre, in vista di elezioni politiche statali o locali,  "è necessario pensare a misure che possano prevenire la manipolazione delle liste elettorali a danno delle minoranze religiose", nota. A livello sociale, inoltre, dato che è previsto un censimento della popolazione indiana, "occorre garantire che il censimento non approfondisca le divisioni", su base castale, etnica, religiosa o culturale.
Una delle difficoltà è quella relativa alle interferenze subite dalle scuole cristiane, "come quelle che toccano le  festività o i programmi di studio", mentre un'altra forma di sottile pressione, rileva John Dayal, "avviene tramite le restrizioni previste dal Foreign Contribution Regulation Act (FCRA), che  limita le organizzazioni cristiane operanti  nei settori dell'istruzione e del welfare. Tali organizzazioni subiscono ritardi o cancellazioni delle loro licenze, il che influisce, ostacola o a volte annulla la loro capacità di operare".
"I cristiani - ricorda Dayal - costituiscono circa il 2,3% della popolazione indiana e contribuiscono in modo significativo In particolare, all'istruzione e all'assistenza sanitaria. Chiedono solo la parità di diritti garantita a tutti i cittadini".  "È chiaro che c'è urgenza di cambiamento nel nuovo anno",  afferma, ricordando che "la violenza e l'odio vissuti dai cristiani in India per tutto il 2025 rappresentano un danno al tessuto pluralistico della società indiana. Tale questione  richiede un onesto riconoscimento, una volontà politica e un'azione unita, dal basso, di tutte le confessioni e denominazioni cristiane nel paese". 
Dayal prende atto e ringrazia il Primo Ministro Narendra Modi e il  vicepresidente dell'India, Radhakrishnan, per aver visitato realtà e chiese cristiane nei giorni del Natale 2025; ma, rimarca,  "le semplici dichiarazioni di principio non bastano: chiediamo al governo di affrontare i problemi alla base della violenza e del discriminazione", conclude.
(PA) (Agenzia Fides 10/1/2026)


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