AFRICA/CONGO RD - Il Cardinale Ambongo: “L’accordo minerario “sostenibile” tra Ruanda ed UE verte su risorse saccheggiate nel nostro Paese”

martedì, 27 febbraio 2024

United Nations Organization Stabilization Mission in the Democratic Republic of the Congo via the United Nations Group of Experts on the Democratic Re

la bomba di mortaio a guida laser recuperata nel Nord Kivu nel giugno 2023

Kinshasa (Agenzia Fides) – “L’Unione Europea firma un accordo di cooperazione mineraria sostenibile con il Ruanda sulle risorse saccheggiate nella RDC. Non è questo un forte sostegno per l’aggressore?” afferma il Cardinale Fridolin Ambongo Besungu, Arcivescovo metropolita di Kinshasa, nella sua omelia di sabato 24 febbraio durante la messa in omaggio alle vittime della guerra nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo e per il ritorno della pace nel Paese. “Non è questo giudicare due cose simili con parzialità, secondo regole diverse? […] Denunciare l'aggressore senza fermare il ciclo di aggressione e finanziare la guerra attraverso tali accordi è una strategia diversiva”.
L’accordo cui fa riferimento il Cardinale Ambongo è stato firmato il 19 febbraio tra la UE e il Ruanda, ed è volto secondo le istituzioni di Bruxelles, a promuovere lo sfruttamento “sostenibile” dei minerali da parte del Ruanda. Come sottolinea l'Unione Europea, "il Paese è uno dei principali attori globali nel settore minerario del tantalio. Produce anche stagno, tungsteno, oro e niobio e dispone di riserve di litio e terre rare". Per l’UE, questa partnership “contribuirà a garantire un approvvigionamento sostenibile di materie prime”, in particolare di materie prime critiche, “che è una precondizione essenziale per raggiungere obiettivi di energia verde e pulita”.
La Repubblica Democratica del Congo afferma che questi minerali sono invece saccheggiati sul suo territorio con la complicità di gruppi armati finanziati dal Ruanda, in primis l’M23, il movimento di guerriglia che agisce nel Nord Kivu e che da inizio febbraio assedia Sake, cittadina situata ad una ventina di km a ovest di Goma e considerata una barriera strategica sulla strada per il capoluogo di questa provincia nell’est della RDC. I combattimenti minacciano di creare una “catastrofe umanitaria” secondo l’Unicef e il Programma Alimentare Mondiale.
“Aggressori e multinazionali si alleano per prendere il controllo delle ricchezze del Congo, a scapito e in disprezzo della dignità dei pacifici cittadini congolesi, creati a immagine e somiglianza di Dio” afferma il Cardinale Ambongo. “Fino a che punto si spingerebbe questo disprezzo? Fino a che punto si spinge la banalizzazione della vita umana, pur essendo sacra? Sono convinto che per portare la pace nella RDC è necessario anche porre fine alla violazione dell’integrità territoriale del nostro Paese e alla spudorata predazione delle sue risorse naturali”. Papa Francesco dopo l’Angelus di domenica 25 febbraio aveva ricordato le sofferenze delle popolazioni congolesi con queste parole: “Seguo con preoccupazione l’aumento delle violenze nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. Mi unisco all’invito dei Vescovi a pregare per la pace, auspicando la cessazione degli scontri e la ricerca di un dialogo sincero e costruttivo”.
Secondo alcuni rapporti dell’ONU le forze armate del Ruanda sono implicate direttamente nei combattimenti appoggiando i guerriglieri dell’M23 contro l’esercito congolese, a sua volta appoggiato dai miliziani locali e dalle truppe inviate dalla Comunità di sviluppo dell’Africa meridionale (SADC). Proprio due militari sudafricani della SADC sono rimasti uccisi nel bombardamento del loro acquartieramento il 14 febbraio (vedi Fides 15/2/2024)
I militari ruandesi farebbero uso di armi pesanti e sofisticate, come droni armati (con i quali è stato bombardato l’aeroporto di Goma) e secondo quanto afferma il rapporto ONU, pubblicato il 3 gennaio, addirittura di bombe da mortaio a guida laser probabilmente di fabbricazione israeliana. (L.M.) (Agenzia Fides 27/2/2004)


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