Regime comunista e disabili: “non esistono”

mercoledì, 9 aprile 2008

Roma (Agenzia Fides) - “Durante il regime comunista i medici dicevano ai genitori di lasciare i bambini con gli handicap nei pensionati o in quelli, che loro dicevano, istituti specializzati. Ad un bambino una bambina con un handicap, era negata, la possibilità di esistere, di integrarsi”. E’ la testimonianza di Velca, Rappresentante del “Velku Fonds”, asilo infantile a Riga, in Lettonia, la prima scuola materna della Lettonia dove si cerca di inserire, oggi, i bambini handicappati nell’ambiente della scuola. Il rapporto del regime comunista con la disabilità e la diversità era netto: non potevano esistere persone disabili, non avevano diritto alla vita e all’integrazione sociale, la società doveva ignorarli. Per saperne di più sulla drammatica realtà di quegli anni, “Cristo nel freddo dell’est” propone un viaggio nel freddo est, nella parte del mondo maggiormente colpita dall’ideologia e dalla dittatura comunista. Un programma realizzato con la collaborazione di Mons. Massimo Camisasca e la supervisione dei testi di Mons. Mauro Piacenza. (S.L.) (Agenzia Fides 9/4/2008; righe 11, parole 162)


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