Fides News - Italianhttps://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.ASIA/PAKISTAN - Cristiani e musulmani in preghiera per la pace, nel tempo sacro di Quaresima e Ramadanhttps://www.fides.org/it/news/77421-ASIA_PAKISTAN_Cristiani_e_musulmani_in_preghiera_per_la_pace_nel_tempo_sacro_di_Quaresima_e_Ramadanhttps://www.fides.org/it/news/77421-ASIA_PAKISTAN_Cristiani_e_musulmani_in_preghiera_per_la_pace_nel_tempo_sacro_di_Quaresima_e_RamadanLahore - "Il nostro incontro come leader cristiani e musulmani che vivono il tempo speciale della Quaresima e del Ramadan, vuole essere un segno di pace e unità, soprattutto nel mezzo della guerra tra Afghanistan e Pakistan": lo dice all'Agenzia Fides p. Asif Sardar, Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Lahore, che ha preso parte a un incontro interreligioso con l'iftar, cioè l'interruzione comune del digiuno, alla presenza di esponenti della comunità cristiana e musulmana presso la moschea Badshahi, la moschea reale di Lahore. "E' stato un sogno poter dubitare dell'armonia interreligiosa e della pace tra le due comunità. Vogliamo ribadire la comunione spirituale e l'impegno comune per la pace, in questo tempo difficile segnato dalla guerra che ci tocca anche direttamente", ha detto. "Il digiuno, la preghiera, la carità sono pratiche che ci avvicinano a Dio e al prossimo: significano condividere il pane con gli affamati, fare giustizia, promuovere pace e riconciliazione", rimarca.<br />Durante l'incontro, p. James Channan OP, domenicano e responsabile del "Peace center " a Lahore, ha condiviso con Abdul Khabir Azad, l'imam della moschea, l'impegno comune ad "approfondire le radici delle relazioni tra cristiani e musulmani in Pakistan", "a vivere i valori condivisi di digiuno, riflessione e sacrificio presenti sia nel Ramadan che nella Quaresima", a "pregare per la pace, elevando a Dio preghiere congiunte per la stabilità del Pakistan e la fine dei conflitti globali". "Questo incontro rappresenta una testimonianza concreta di rispetto reciproco. Abbiamo inviato un messaggio chiaro: la fede può essere un ponte di unità piuttosto che un muro di divisione", rileva a Fides p. Channan.<br />Momenti di preghiera e incontri interreligiosi punteggiano la vita della comunità cattolica in Pakistan: in una processione con candele accese, una veglia di preghiera per la pace, sacerdoti, religiosi, catechisti e fedeli della Chiesa di San Pio da Pietrelcina a Lahore hanno celebrato nei giorni scorsi la Via Crucis, e si sono radunati per pregare per la pace al confine tra Pakistan e Afghanistan. Erano guidati da p. Qaisar Feroz OFM Cap, Segretario esecutivo della Commissione per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale Pakistan, e suor Azmat, Superiora delle Suore carmelitane apostoliche. Rileva a Fides p. Feroz: "Condanniamo fermamente la violenza e la guerra tra Pakistan e Afghanistan. Il cessate il fuoco è possibile attraverso il dialogo e speriamo che venga dichiarato presto. La violenza estremista dei talebani è un'ideologia che crea distruzione: è necessario un impegno comune dei credenti per fermarla e cambiarla. La comunità internazionale ha un ruolo fondamentale da svolgere per aiutare Pakistan e Afghanistan a risolvere il conflitto e a ristabilire la pace. Noi chiediamo che la pace sia l'obiettivo comune e l'interesse dell'umanità". <br />Intanto il conflitto al confine tra Pakistan e Afghanistan non si ferma. Il governo pakistano ha dichiarato di aver ucciso 415 combattenti talebani e bombardato 46 posizioni all'interno del territorio afghano nell'ambito della guerra transfrontaliera, evidenziando i danni alle infrastrutture militari del regime talebano, con la distruzione di 182 posti di blocco afghani. Islamabad rivendica inoltre la distruzione di armamenti attraverso attacchi in 46 diverse località all'interno dell'Afghanistan.<br />Sulla situazione, Papa Leone XIV dopo l'Angelus in piazza San Pietro il 1° marzo, ha detto che, mentre arrivano "notizie preoccupanti di scontri tra Pakistan e Afghanistan", "elevo la mia supplica per un ritorno urgente al dialogo. Preghiamo insieme affinché prevalga la concordia in tutti i conflitti del mondo. Solo la pace, dono di Dio, può sanare le ferite tra i popoli". <br /> Mon, 02 Mar 2026 12:09:07 +0100ASIA/EMIRATI ARABI - “Ruggito del leone”, il Vescovo Martinelli: il Rosario ogni giorno per chiedere il dono della pacehttps://www.fides.org/it/news/77420-ASIA_EMIRATI_ARABI_Ruggito_del_leone_il_Vescovo_Martinelli_il_Rosario_ogni_giorno_per_chiedere_il_dono_della_pacehttps://www.fides.org/it/news/77420-ASIA_EMIRATI_ARABI_Ruggito_del_leone_il_Vescovo_Martinelli_il_Rosario_ogni_giorno_per_chiedere_il_dono_della_paceAbu Dhabi – Recitare il Rosario ogni giorno “per la pace e la riconciliazione” Pregare durante ogni liturgia eucaristica “per la pace e la sicurezza di tutti i popoli di questa regione”. Sono inviti semplici e essenziali quelli che il Vescovo Paolo Martinelli, Vicario Apostolico dell’Arabia meridionale, ha rivolto a tutti i fratelli e le sorelle delle comunità cattoliche degli Emirati Arabi, dell’Oman e dello Yemen già poche ore dopo l’inizio dell’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, iniziato la mattina di sabato 28 febbraio.<br />“Siamo tutti preoccupati per gli sviluppi della situazione internazionale in Medio Oriente” ha scritto nel suo breve messaggio il Vicario apostolico – che appartiene all’Ordine dei Frati Minori Cappuccini. Il Vescovo Martinelli ha anche fatto appello a “tutti i fedeli” del Vicariato “affinché manteniate la calma e la serenità, seguendo allo stesso tempo attentamente tutte le istruzioni impartite dalle nostre autorità civili”. Martinelli ha anche chiesto nel messaggio “che Nostra Signora d'Arabia vegli su tutti noi; che i nostri patroni Pietro e Paolo ci proteggano; e che l'intercessione di San Francesco d'Assisi ci doni la pace”.<br />In reazione ai bombardamenti avviati da Israele e Stati Uniti, l'Iran ha iniziato a lanciare attacchi anche nei Paesi del Golfo, <br />colpendo aeroporti, edifici, porti e infrastrutture civili.<br />Attacchi missilistici e con droni da parte dell'Iran hanno raggiunto nelle ultime ore anche gli Emirati Arabi Uniti. Forti esplosioni sono state udite anche a Abu Dhabi e Dubai, come è avvenuto in altre città dei Paesi del Golfo .<br />La sera di domenica 1 marzo, intervenendo a un webinar organizzato dalla Fondazione Oasis e dal Centro Culturale di Milano, il Vicario apostolico Martinelli ha fatto riferimento alle parole pronunciate qualche ora prima da Papa Leone XIV, dopo la recita dell’Angelus . <br />“Sono parole precise e chiare che hanno peso specifico, noi le abbiamo sentite con attenzione e personalmente ho ringraziato il Signore di questo parole che ci raggiungono in questo momento drammatico”. Riprendendo le frasi pronunciate dal Pontefice, il Vescovo Martinelli ha ripetuto che l’escalation in corso in Iran e Medio oriente “è senza prospettive” e ”non c’è alternativa al dialogo e alla diplomazia”. “Sono molto grato a Papa Leone” ha sottolineato il Vicario apostolico dell’Arabia meridionale “per aver utilizzato l’espressione ‘il bene dei popoli’. Questo è molto importante: il bene della gente, il bene delle persone che devono affrontare la vita ogni giorno, che hanno il problema del cibo, del lavoro, di stare attenti alla situazione dei figli, di andare avanti”. Mon, 02 Mar 2026 11:38:00 +0100AFRICA/NIGERIA - Il Vescovo di Ogoja visita la chiesa data alle fiamme il 26 febbraiohttps://www.fides.org/it/news/77419-AFRICA_NIGERIA_Il_Vescovo_di_Ogoja_visita_la_chiesa_data_alle_fiamme_il_26_febbraiohttps://www.fides.org/it/news/77419-AFRICA_NIGERIA_Il_Vescovo_di_Ogoja_visita_la_chiesa_data_alle_fiamme_il_26_febbraioAbuja - "Coloro che hanno perpetrato l'atroce atto di incendiare la chiesa non rimarranno impuniti” ha affermato Mons. Donatus Edet Akpan, Vescovo di Ogoja, ai fedeli della chiesa cattolica parrocchiale di St. Mary a Irruan, nell'area del governo locale di Boki, nello Stato di Cross River , che è stata incendiata il 26 febbraio .<br />Domenica 1° marzo Mons. Akpan ha effettuato una visita pastorale per esprimere solidarietà e rassicurare spiritualmente la comunità parrocchiale colpita. Il Vescovo ha celebrato una messa alla quale hanno partecipato numerosi fedeli <br />Rivolgendosi ai fedeli dopo la messa, il vescovo Akpan ha esortato i parrocchiani a rimanere vigili avvertendo che gli autori potrebbero essere ancora nelle vicinanze. Nel condannare l’atto sacrilego Mons. Akpan ha sottolineato come questo rappresenti la prima volta in quasi 100 anni di presenza cattolica nell’area che una chiesa subisce una simile distruzione. Si è comunque mostrato certo che gli autori del gesto criminale saranno assicurati alla giustizia: “Coloro che hanno perpetrato l'atto atroce di incendiare la chiesa non rimarranno impuniti”.<br />L’assalto è avvenuto nelle prime ore del 26 febbraio, intorno alle 3 del mattino quando ignoti dopo aver forzato le porte della chiesa sono entrati ed hanno dato fuoco alla struttura. Le fiamme hanno causato danni significativi alla chiesa, tra cui il Tabernacolo e alcuni oggetti sacri, oltre all’archivio parrocchiale. Sono state pure incendiate due autovetture in dotazione al parroco che erano parcheggiate di fronte alla canonica. Il parroco, don Euna Esibu, che aveva assunto l'incarico appena tre mesi fa, ha riportato gravi lesioni ortopediche mentre cercava di sfuggire dalle fiamme, dopo essersi lanciato dalla finestra del suo appartamento al piano superiore.<br />Secondo alcune ipotesi i piromani potrebbero essere dei contadini delle vicine piantagioni di palma da olio, oppure appartenenti a di gruppi criminali precedentemente legati a una famigerata gang guidata dal capo banda conosciuto come " “General Iron”, ucciso dalla polizia alcuni anni fa. <br />Mon, 02 Mar 2026 11:16:35 +0100ASIA/KUWAIT - "Ruggito del leone", il Nunzio apostolico Nugent: "la situazione è grave e si aggrava di giorno in giorno"https://www.fides.org/it/news/77418-ASIA_KUWAIT_Ruggito_del_leone_il_Nunzio_apostolico_Nugent_la_situazione_e_grave_e_si_aggrava_di_giorno_in_giornohttps://www.fides.org/it/news/77418-ASIA_KUWAIT_Ruggito_del_leone_il_Nunzio_apostolico_Nugent_la_situazione_e_grave_e_si_aggrava_di_giorno_in_giornoKuwait City - "La situazione è grave e si aggrava di giorno in giorno. Stanotte l’Ambasciata Americana qui in Kuwait è stata colpita da un drone; fortunatamente non ci sono state vittime. Inoltre 2 aerei militari USA sono stati abbattuti.” Lo dice all’Agenzia Fides l’Arcivescovo Eugene Martin Nugent, Nunzio Apostolico di Kuwait, Qatar e Bahrain, in merito ai tragici eventi che si stanno perpetrando da sabato 28 febbraio .<br /><br />A fare eco al Nunzio, dal Bahrain, altra area gravemente colpita dai bombardamenti, il vescovo Aldo Berardi, O.SS.T., Vicario Apostolico del Vicariato di Arabia del nord, che rimarca l’importanza della preghiera e della vicinanza con tutte le popolazioni colpite. “In tutte le parrocchie dell’intero Vicariato stiamo celebrando in privato messe per la pace, come nella co-cattedrale di Kuwait City e nella Basilica minore Our Lady of Arabia, ad Ahmadi, nella parrocchia Nostra Signora del Rosario, in Qatar, e nella Cattedrale del Bahrain”.<br /><br />In un comunicato diffuso dal Ministero della Difesa del Kuwait si legge che sono caduti diversi aerei statunitensi, e che i rispettivi equipaggi sono stati tratti in salvo. Inoltre le autorità competenti hanno immediatamente avviato le operazioni di ricerca e soccorso durante le quali gli equipaggi sono stati evacuati e trasportati in ospedale per garantirne l'incolumità e fornire le cure mediche necessarie. E’ stato instaurato un coordinamento diretto con le forze alleate statunitensi in merito alle circostanze dell'incidente e alle misure tecniche congiunte adottate. Proseguono le indagini per determinare le cause dell'incidente, invitando il pubblico a ottenere informazioni da fonti ufficiali. <br /> <br />Mon, 02 Mar 2026 11:15:42 +0100Attacco all’Iran, Leone XIV: fermare la spirale della violenza prima che diventi voragine irreparabilehttps://www.fides.org/it/news/77417-Attacco_all_Iran_Leone_XIV_fermare_la_spirale_della_violenza_prima_che_diventi_voragine_irreparabilehttps://www.fides.org/it/news/77417-Attacco_all_Iran_Leone_XIV_fermare_la_spirale_della_violenza_prima_che_diventi_voragine_irreparabileCittà del Vaticano - Davanti alla «possibilità di una tragedia dalle dimensioni enormi», l’unica cosa da fare è «fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile». Non lasciano spazio a indugi e esitazioni le parole scelte da Papa Leone XIV nel suo primo pronunciamento pubblico riferito alla nuova crisi internazionale aperta dall’attacco israelo-statunitense all’Iran, iniziato la mattina di ieri, sabato 28 febbraio. <br /><br />Questa mattina, affacciato dalla finestra del suo studio nel Palazzo apostolico, dopo aver recitato la preghiera mariana dell’Angelus il Vescovo di Roma ha detto di seguire «con profonda preoccupazione quanto sta accadendo in Medio Oriente e in Iran, in queste ore drammatiche». <br /><br />Davanti alla moltitudine raccolta in Piazza San Pietro, il Pontefice ha riaffermato che «La stabilità e la pace non si costruiscono con minacce reciproche, né con le armi, che seminano distruzione, dolore e morte, ma solo attraverso un dialogo ragionevole, autentico e responsabile». Poi, dinanzi «alla possibilità di una tragedia di proporzioni enormi», ha rivolto «alle parti coinvolte l’accorato appello ad assumere la responsabilità morale di fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile! Che la diplomazia» così ha implorato il Vescovo di Roma «ritrovi il suo ruolo e sia promosso il bene dei popoli, che anelano a una convivenza pacifica, fondata sulla giustizia. E continuiamo a pregare per la pace».<br /><br />A seguire, Papa Prevost ha richiamato anche le «notizie preoccupanti di scontri tra Pakistan e Afghanistan. Elevo la mia supplica» ha proseguito il Successore di Pietro «per un ritorno urgente al dialogo. Preghiamo insieme, affinché prevalga la concordia in tutti i conflitti nel mondo. Solo la pace, dono di Dio, può sanare le ferite tra i popoli».<br /><br />Oggi la tv di Stato iraniana ha confermato la notizia che nei bombardamenti israelo-statunitensi di ieri è stato ucciso anche l'Ayatollah Ali Khamenei, guida suprema dell’Iran.<br /><br />Nel discorso con cui ha annunciato l’inizio dell’attacco all’Iran, il Presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato espressamente l’intenzione di provocare con l’intervento armato in territorio iraniano un cambio di regime nella Repubblica Islamica dell’Iran. «Al grande e orgoglioso popolo iraniano» ha spiegato Trump «dico stasera che l'ora della vostra libertà è vicina. Restate al riparo. Non uscire di casa. Fuori è molto pericoloso. Le bombe cadranno ovunque. Quando avremo finito» ha proseguito il Presidente USA «prendete il controllo del vostro governo. Sarà nelle vostre mani. Questa sarà probabilmente la vostra unica possibilità per generazioni. Per molti anni avete chiesto aiuto all'America, ma non l'avete mai ricevuto. Nessun presidente era disposto a fare ciò che sono disposto a fare io stasera. Ora avete un presidente che ti dà ciò che volete, quindi vediamo come reagirete». Sun, 01 Mar 2026 22:34:57 +0100VATICANO - L’evangelizzazione a 360°: Al via il 2 marzo il corso di formazione in inglese per le Direzioni Nazionali delle Pontificie Opere Missionariehttps://www.fides.org/it/news/77413-VATICANO_L_evangelizzazione_a_360_Al_via_il_2_marzo_il_corso_di_formazione_in_inglese_per_le_Direzioni_Nazionali_delle_Pontificie_Opere_Missionariehttps://www.fides.org/it/news/77413-VATICANO_L_evangelizzazione_a_360_Al_via_il_2_marzo_il_corso_di_formazione_in_inglese_per_le_Direzioni_Nazionali_delle_Pontificie_Opere_MissionarieCittà del Vaticano - Africa, America del Nord, Asia ed Europa. Sono i continenti da cui giungono i partecipanti al corso di formazione missionaria in lingua inglese per le direzioni nazionali delle Pontificie Opere Missionarie in programma dal 2 al 7 marzo a Roma. Il corso, organizzato dal Segretariato Internazionale della Pontificia Unione Missionaria che opera presso il Dicastero per l’Evangelizzazione , è coordinato da padre Dinh Anh Nhue Nguyen, Segretario generale della PUM, e da padre Anthony Chantry, Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie di Inghilterra e Galles e coordinatore continentale europeo. Le sessioni del corso avranno luogo al CIAM , diretto da don Alessandro Brandi. <br />Ai circa 30 partecipanti verrà offerto un percorso di formazione che ha l’obiettivo di approfondire contenuti, conoscere meglio il lavoro che si compie nel Dicastero per l’Evangelizzazione, condividere spunti e suggerimenti utili al lavoro di animazione e cooperazione missionaria svolto a livello locale. Preghiera, formazione e gruppi di lavoro scandiranno le giornate durante le quali sono previste anche le visite nei luoghi chiave per la vita e l’attività del Dicastero missionario. <br />Lunedì 2 marzo il corso si apre al pomeriggio con la presentazione dei gruppi e la celebrazione eucaristica. Martedì è prevista la conferenza introduttiva di padre Dinh Anh Nhue Nguyen sulla missione evangelizzatrice nell’anno degli anniversari: una riflessione dal messaggio di Papa Leone XIV ai direttori delle POM nel 2025 al messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale 2026. Subito dopo vi sarà un intervento volto ad approfondire la storia e la missione delle POM con un approfondimento particolare sul carisma dei fondatori a cura di padre Tadeusz Nowak, coordinatore ad interim delle POM e segretario generale della Pontificia Opera della Propagazione della Fede; nel pomeriggio è prevista la visita ai Segretariati Internazionali delle Pontificie Opere Missionarie e al Dicastero per l’Evangelizzazione , nello storico Palazzo di Propaganda Fide. Mercoledì al mattino i partecipanti al corso avranno la possibilità di prendere parte all’udienza generale del Santo Padre, mentre nel pomeriggio vi saranno due sessioni di presentazione, domande e risposte sulla missione delle POM nei differenti Paesi. Giovedì l’Arcivescovo Samuele Sangalli, Segretario Aggiunto del Dicastero per l’Evangelizzazione , interviene su “La missione evangelizzatrice della Chiesa e il servizio del Dicastero per l’Evangelizzazione”. La mattinata poi proseguirà con un intervento sul futuro della missio ad gentes alla luce degli insegnamenti dei Pontefici da Paolo VI a Leone XIV con un focus specifico sull’attuale missione di evangelizzazione in Mongolia a cura di padre Anthony Chantry. Previste nel corso della giornata la visita agli archivi storici della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli e quella al Pontificio Collegio Urbano, alla Pontificia Università Urbaniana e al Collegio San Pietro. <br />Venerdì 6 marzo è in programma una sessione dedicata alla comunicazione e alla raccolta fondi con un approfondimento sul contributo della Commissione Internazionale delle POM per la comunicazione, il faith-fundraising e la trasformazione digitale. A seguire una sessione con interventi liberi volta a far emergere proposte concrete per vivere e animare una nuova epoca missionaria, quella richiamata da Papa Leone XIV con la sua esortazione a dar inizio a un “nuovo movimento missionario”, tanto auspicato anche da papa Francesco. Il corso si concluderà ufficialmente con la messa di sabato mattina 7 marzo. <br /> <br /><br />Sun, 01 Mar 2026 13:46:09 +0100ASIA/BAHRAIN - Esplosioni in Bahrain, Kuwait e Qatar. “Chiese chiuse, sospese tutte le attività”, il Vicario Apostolico di Arabia del nord invita a pregare per la pacehttps://www.fides.org/it/news/77416-ASIA_BAHRAIN_Esplosioni_in_Bahrain_Kuwait_e_Qatar_Chiese_chiuse_sospese_tutte_le_attivita_il_Vicario_Apostolico_di_Arabia_del_nord_invita_a_pregare_per_la_pacehttps://www.fides.org/it/news/77416-ASIA_BAHRAIN_Esplosioni_in_Bahrain_Kuwait_e_Qatar_Chiese_chiuse_sospese_tutte_le_attivita_il_Vicario_Apostolico_di_Arabia_del_nord_invita_a_pregare_per_la_paceAwali – “Al momento non sappiamo molto, abbiamo sospeso tutte le attività. Ho invitato i sacerdoti del Vicariato a riunirsi e dire messa per la pace questo pomeriggio alle 19 ore locale”. Lo dice all’Agenzia Fides il Vescovo Aldo Berardi, O.SS.T., Vicario Apostolico di Arabia del nord, che comprende Bahrain, Kuwait, Qatar e Arabia Saudita, in merito alle esplosioni che si sono verificate quest’oggi in alcune aree di Bahrain, Kuwait e Qatar, in seguito all'attacco militare congiunto sferrato oggi contro l'Iran da Stati Uniti e Israele.<br /><br />Secondo la stampa locale, non si hanno dettagli sulla località precisa dell’esplosione registrata in Bahrain, dove si trova il quartier generale delle Forze Navali Centrali degli Stati Uniti e della Quinta Flotta USA. Mentre missili balistici iraniani hanno preso di mira la base statunitense in Kuwait.<br /><br />Nella sua lettera il Vescovo Berardi esorta tutti a mantenere la calma e la massima prudenza, invitando alla preghiera. “In questo momento di incertezza – scrive il Vescovo - chiedo a tutti i fedeli del Vicariato di rimanere calmi, uniti nella preghiera e attenti alla sicurezza di tutti. Vi prego di seguire attentamente le istruzioni delle autorità civili e di adottare tutte le precauzioni necessarie nelle vostre case, nei luoghi di lavoro e nelle parrocchie. Incarico, inoltre, tutti i parroci e rettori di adottare le misure appropriate e di prendere le decisioni necessarie, con prudenza e responsabilità, per garantire la sicurezza dei fedeli affidati alle loro cure pastorali. Rimaniamo uniti nella fede e nella carità, prestando particolare attenzione agli anziani, ai malati e alle persone più vulnerabili. Qualora si rendessero necessarie modifiche alle attività parrocchiali, sarete informati attraverso i canali ufficiali". <br /><br />"Che il Signore protegga voi e le vostre famiglie, e che Nostra Signora d'Arabia, nostra madre, vegli su tutti noi” conclude il vescovo Berardi, estendendo il suo appello alla preghiera a tutta la comunità internazionale.<br /> Agenzia Fides 28/2/2026)Sat, 28 Feb 2026 13:45:09 +0100AFRICA/GUINEA - Rinuncia e successione dell’Arcivescovo Metropolita di Conakryhttps://www.fides.org/it/news/77415-AFRICA_GUINEA_Rinuncia_e_successione_dell_Arcivescovo_Metropolita_di_Conakryhttps://www.fides.org/it/news/77415-AFRICA_GUINEA_Rinuncia_e_successione_dell_Arcivescovo_Metropolita_di_ConakryCittà del Vaticano - Il Santo Padre Leone XIV ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi Metropolitana di Conakry presentata da S.E. Mons. Vincent Coulibaly. Gli succede S.E. Mons. François Sylla, finora Arcivescovo Coadiutore della medesima Sede Metropolitana. <br />Sat, 28 Feb 2026 12:30:58 +0100`Come un bambino fra le braccia della madre”. La fede secondo Joseph Ratzingerhttps://www.fides.org/it/news/77414-Come_un_bambino_fra_le_braccia_della_madre_La_fede_secondo_Joseph_Ratzingerhttps://www.fides.org/it/news/77414-Come_un_bambino_fra_le_braccia_della_madre_La_fede_secondo_Joseph_Ratzingerdel Cardinale Pietro Parolin* <br /><br />Pubblichiamo ampi brani della prefazione del Cardinale Pietro Parolin al volume “La fede del futuro, il futuro della Chiesa”. Il libro, che raccoglie testi scelti e un in inedito di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, è stato pubblicato dalle Edizioni Cantagalli con la curatela di Giuseppina Cardillo Azzaro <br /><br /> §§§<br /><br />Roma - Cos’è la fede per Joseph Ratzinger?<br /><br />È innanzitutto l’affidarsi fiducioso a un altro, «come un bambino fra le braccia della madre, certo che nel suo tu è custodita ogni risposta alle mie domande. Fede, fiducia e amore divengono così una cosa sola e tutti i singoli contenuti attorno a cui la fede ruota sono solo concretizzazioni della svolta che sostiene tutto: dell’“io credo in te”, della scoperta di Dio nello sguardo dell’uomo Gesù di Nazaret».<br /><br />Se la fede è questo, allora – come ci ricorda Leone XIV sin dal suo primo messaggio dalla Loggia centrale della Basilica di San Pietro l’8 maggio 2025 – la Chiesa nel suo nucleo è il nostro camminare mano nella mano lungo il sentiero della vita in compagnia di Cristo, che ci fa ardere il cuore come ai discepoli con lui in cammino verso Emmaus. <br /><br />E allora perché oggi molti percepiscono la fede come un peso e la Chiesa sembra non riguardarli più? E come un nuovo inizio può rifiorire? <br />È qui, in fondo, il centro di ogni testo raccolto in questo volume che, nel suo insieme, ci consegna la figura e il messaggio di un grande maestro della fede che, per profondità, immediata accessibilità e potenza di testimonianza, cammina sui passi dei grandi Padri e Dottori della Chiesa a cui di continuo si ispira; primo fra tutti sant’Agostino, il suo autentico maestro. <br /><br />Di grande attualità e umanità, a esempio, sono i testi proposti sulla conversione di Agostino e sul ruolo che ebbe per essa sua madre Monica: «Sant’Agostino nelle sue memorie descrive che cosa sia stata per lui sua madre Monica: in lei egli ha sperimentato la Chiesa come persona, la Chiesa personalmente, così che non fu per lui un apparato qualsiasi, del quale si sente qualcosa da molto lontano, strutture che risultano un po’ incomprensibili. In questa donna era personalmente presente ciò che la Chiesa è. Ella per lui era la Chiesa in persona, e per questo poté avere fiducia nella Chiesa e diventare un uomo di Chiesa».<br /><br />Anche i testi pubblicati in questo volume mostrano in modo particolarmente limpido che Joseph Ratzinger non è mai stato il “capo” di un “partito” nella Chiesa, uno che crede di avere in tasca la “teologia giusta” per raddrizzare le cose e costruire la “sua” Chiesa. Nei suoi testi c’è una “teologia del cuore”: quella di un uomo totalmente incentrato su Cristo, sempre proteso a vivere, a testimoniare e a invitare gli altri a condividere quella relazione integrale con Gesù che chiamiamo fede. Riscoprire questa sorgente della vita della Chiesa è quello che veramente conta. <br /><br />Proprio a questo scopo Joseph Ratzinger di continuo ci ricorda anche che «il Signore, che è divenuto egli stesso ospite e viandante, ci chiama all’apertura nei confronti di tutti quelli che in questo mondo sono senza patria, ci chiama all’apertura nei confronti dei sofferenti, dei dimenticati, dei prigionieri, dei perseguitati: in tutti c’è Lui».<br /><br />Emerge il legame profondo con i suoi successori, Francesco e Leone XIV, che acquisisce ulteriore forza nelle parole con cui Ratzinger delinea un tratto essenziale della potestà conferita a Pietro: «La potestà a lui conferita di legare e sciogliere – scrive –, di aprire e chiudere, di cui qui si parla, è, nel suo nucleo, incarico di lasciar entrare, di accogliere in casa, di perdonare . La stessa cosa si trova di nuovo nell’Ultima Cena, che inaugura la nuova comunità a partire dal corpo di Cristo e nel corpo di Cristo. Essa diviene possibile per il fatto che il Signore versa il suo sangue “per i molti, in remissione dei peccati” . Infine, il Risorto, nella sua prima apparizione agli Undici, fonda la comunione della sua pace nel fatto che egli dona loro la potestà di perdonare . La Chiesa non è una comunità di coloro che “non hanno bisogno del medico” , ma una comunità di peccatori convertiti, che vivono della grazia del perdono, trasmettendola a loro volta ad altri». <br /><br />* Segretario di Stato di Sua SantitàSat, 28 Feb 2026 10:27:47 +0100ASIA/INDONESIA - L'acqua minerale, il gelato, la pizza: tre "Sogni San Camillo” diventati realtàhttps://www.fides.org/it/news/77408-ASIA_INDONESIA_L_acqua_minerale_il_gelato_la_pizza_tre_Sogni_San_Camillo_diventati_realtahttps://www.fides.org/it/news/77408-ASIA_INDONESIA_L_acqua_minerale_il_gelato_la_pizza_tre_Sogni_San_Camillo_diventati_realtadi Luigi Galvani*<br /><br />Kupang - Tra i tanti sogni che abitano il cuore di un missionario, ci sono quelli che parlano di conversioni, di vocazioni, di opere di carità… e altri più semplici e pratici, che hanno il profumo della quotidianità. Anche questi, però, sanno diventare segni concreti dell’amore di Dio. Quando i Camilliani sono arrivati in Indonesia sedici anni fa, il sogno era chiaro: servire i malati e i poveri nello spirito di San Camillo de Lellis. In questi anni, infatti, passo dopo passo, sono nate molte iniziative sia nel campo educativo, accompagnando centinaia di giovani, e sia in campo sociale, sostenendo centinaia di famiglie in difficoltà e aiutando decine di malati con disturbi mentali. Ma accanto a queste opere importanti, sono nati anche tre sogni “originali”, forse inattesi, ma carichi di significato: l’Acqua San Camillo, il Gelato San Camillo e la Pizza San Camillo. <br /><br />Ci sono voluti quasi sedici anni per vedere realizzate queste iniziative. Non sono nate da un piano economico o da una strategia commerciale. Sono nate dal desiderio semplice di portare anche un piccolo tocco "italiano", tra i tanti bambini, poveri, malati e amici della missione. Un segno di festa. Un momento di gioia condivisa. <br /><br />"L’Acqua Minerale San Camillo" — che la gente chiama affettuosamente anche “acqua santa” per la sua purezza e qualità — ha iniziato la sua distribuzione dieci anni fa presso il Centro Sociale San Camillo di Maumere. Poter offrire acqua potabile sicura e controllata è un servizio alla salute. Molti poveri possono riceverla gratuitamente, specialmente quando attraversano momenti di difficoltà <br /><br />Poi è arrivato il "Gelato San Camillo". Chi avrebbe mai pensato che nella lontana isola indonesiana di Flores si potesse realizzare una piccola gelateria di stile italiano? Eppure vedere gli occhi dei bambini illuminarsi davanti a un cono di gelato è una predica più forte di tante parole. Il Gelato San Camillo non è nato per fare profitto, ma per generare sorrisi. Ogni volta che un bambino assapora per la prima volta un gelato “vero”, fatto con cura, sentiamo che anche quella è evangelizzazione: far sentire qualcuno amato, considerato, degno di una festa. <br /><br />E infine, l'iniziativa più recente: la "Pizza San Camillo". Un altro piccolo segno dell’Italia che si fa vicina. Preparare una pizza, con semplicità, e condividerla con giovani, famiglie e malati diventa occasione di incontro, di fraternità, di dialogo. <br /><br />Il cuore di queste tre iniziative non certamente è il profitto, ma la gioia. È il desiderio di creare spazi di serenità, di dignità, di normalità in contesti dove spesso la vita è dura. In fondo, anche questo è missione. Non solo costruire strutture o avviare programmi, ma seminare piccoli segni di bellezza. Un bicchiere d’acqua fresca. Un gelato condiviso. Una pizza mangiata insieme. Sono sogni semplici. Ma nei tanti sorrisi c’è il Vangelo vissuto. E dopo sedici anni, possiamo dire che anche questi piccoli segni sono diventati carezze concrete per tanti bambini, poveri e malati dell’Indonesia. <br /><br /><br />*Missionario Camilliano, Kupang, isola di Timor<br />Sat, 28 Feb 2026 16:24:50 +0100EUROPA/ITALIA - Continua a calare il numero dei sacerdoti italiani “Fidei donum” che partono in missionehttps://www.fides.org/it/news/77412-EUROPA_ITALIA_Continua_a_calare_il_numero_dei_sacerdoti_italiani_Fidei_donum_che_partono_in_missionehttps://www.fides.org/it/news/77412-EUROPA_ITALIA_Continua_a_calare_il_numero_dei_sacerdoti_italiani_Fidei_donum_che_partono_in_missioneRoma – Sono 227 - su un totale di circa 31mila - i sacerdoti incardinati nelle diocesi italiani che attualmente stanno offrendo il loro ministero sacerdotale all’estero, come missionari “fidei donum”. Il dato aggiornato, diffuso verificato dall’Ufficio nazionale per la cooperazione missionaria tra le Chiese della Conferenza Episcopale Italiana, conferma la tendenza alla progressiva diminuzione dei sacerdoti missionari “Fidei donum” provenienti dall’Italia. <br /><br />Negli anni Novanta del secolo scorso, i sacerdoti “Fidei donum” incardinati nelle diocesi italiane erano circa 600. Il calo – riferisce su Agenzia SIR Annarita Turi – è continuato anno per anno dopo l’anno Duemila. Una contrazione che si può collegare anche “alle vocazioni in calo, alle necessità delle diocesi che non riescono a far fronte alle proprie esigenze pastorali, all’aumento dei costi per il mantenimento delle strutture parrocchiali, delle case religiose”.<br /><br /> Tra i 227 sacerdoti “fidei donum” partiti dall’Italia, 64 operano in Africa, 139 in America, 16 in Asia, 8 in Europa. <br /><br />Le diocesi di alcune regioni più piccole, come Valle D’Aosta, Basilicata e Molise non hanno, al momento, alcun sacerdote in missione all’estero. Mentre la maggior parte dei sacerdoti “Fidei donum” provenienti dall’Italia appartengono alle diocesi della <br />Lombardia e dalle regioni del Triveneto. <br /><br />La nuova Ratio Nationalis Institutionis Sacerdotalis per l’Italia entrata in vigore ad experimentum per tre anni dal gennaio dell’anno scorso – ricorda Turi – propone ai seminaristi un tempo di formazione fuori dal seminario. Accogliendo la proposta, nel 2025 “una decina di seminaristi sono partiti dall’Italia, accompagnati dai Fidei donum presenti già sul posto, e hanno così vissuto l’esperienza di formazione missionaria”. <br />“Fidei donum” è il titolo dell’ultima enciclica di Papa Pio XII, che porta la data del 21 aprile 1957. Di fronte alle urgenze che si trovavano a fronteggiare le giovani Chiese dell’Africa, Papa Pacelli nella sua Enciclica chiedeva ai Vescovi delle diocesi più antiche di inviare a sostegno di quelle comunità ecclesiali sacerdoti e laici missionari come “dono della fede”. Da allora, con l’espressione “Fidei donum” vengono definiti i sacerdoti inviati dalle diocesi in altre diocesi di tutto il mondo, in segno di comunione e cooperazione missionaria. <br />Fri, 27 Feb 2026 12:37:16 +0100AFRICA/COSTA D'AVORIO - Nomina del Vescovo di Agbovillehttps://www.fides.org/it/news/77411-AFRICA_COSTA_D_AVORIO_Nomina_del_Vescovo_di_Agbovillehttps://www.fides.org/it/news/77411-AFRICA_COSTA_D_AVORIO_Nomina_del_Vescovo_di_AgbovilleCittà del Vaticano - Il Santo Padre ha nominato Vescovo della Diocesi di Agboville il Rev.do Assandé Darius Ekou, finora Rettore della Parrocchia-Santuario Sainte Famille de Nazareth e Direttore del Centro diocesano Saint Kizito d’Abengourou.<br />S.E. Mons. Assandé Darius Ekou è nato il 27 aprile 1968, a Bongouanou, nella Diocesi d’Abengourou. Ha studiato Filosofia e Teologia presso il Seminario Maggiore di Saint Coeur de Marie d’Anyama. È stato ordinato sacerdote il 7 settembre 1996.<br />Ha ricoperto i seguenti incarichi e svolto ulteriori studi: Vicario presso la Cattedrale Sainte Thérèse de l’Enfant Jésus d’Abengourou ; Responsabile della quasi Parrocchia Sainte Bernadette d’Ebilassokro ; Vicario della Sacré Cœur di Koun-Abronso ; Studi di Dottorato in Dottrina Sociale della Chiesa presso la Pontifica Università Lateranense a Roma ; Servizio Pastorale presso la Parrocchia San Lorenzo Martire di Formello e presso il Santuario Abbazia di Montevergine ; Segretario della Curia di Abengourou ; Parroco di Sacré Coeur d’Arrah ; Parroco di Notre Dame de la Paix d’Abengourou-Plateau ; Parroco di Christ Roi d’Abengourou ; Vicario Episcopale per il Settore di Moronou e del Settore Centro d’Abengourou e Direttore delle Opere Cattoliche Diocesane e Direttore Diocesano delle Pontificie Opere Missionarie ; Professore e Rettore del Grand Séminaire Notre Dame de Guessihio-Gagnoa; Rettore della Parrocchia-Santuario Sainte Famille de Nazareth e Direttore del Centro Diocesano Saint Kizito d’Abengourou .<br />In seno alla Conferenza Episcopale della Costa d’Avorio, è membro della Commissione per il Clero, i Seminari e la Pastorale vocazionale.<br /> Fri, 27 Feb 2026 12:14:01 +0100AFRICA/NIGERIA - Assalita e bruciata una chiesa nel sud-est della Nigeriahttps://www.fides.org/it/news/77410-AFRICA_NIGERIA_Assalita_e_bruciata_una_chiesa_nel_sud_est_della_Nigeriahttps://www.fides.org/it/news/77410-AFRICA_NIGERIA_Assalita_e_bruciata_una_chiesa_nel_sud_est_della_NigeriaAbuja – Assalita e date alle fiamme la chiesa cattolica di St Mary a Katchuan Irruan, nell'area del governo locale di Boki, nel nord dello Stato di Cross River, nel sud-est della Nigeria.<br />L’assalto è avvenuto nelle prime ore del 26 febbraio, intorno alle 3 del mattino. Nonostante il pronto intervento dei pompieri intervenuti per contenere le fiamme e impedirne la propagazione alle strutture vicine, i danni subiti sono ingenti.<br />Le fiamme hanno causato danni significativi alla chiesa, tra cui il Tabernacolo e alcuni oggetti sacri. Sono state pure incendiate due autovetture in dotazione al parroco che erano parcheggiate di fronte alla canonica.<br />La polizia ha avviato una caccia all'uomo su vasta scala per arrestare i responsabili dell'attacco. Secondo le prime indagini i piromani hanno preso di mira e bruciato gli archivi conservati nella sacrestia della chiesa. <br />Fri, 27 Feb 2026 11:38:41 +0100ASIA/PAKISTAN - "Guerra aperta" tra Pakistan e Afghanistan; "attacchi terroristici e l'espulsione degli afghani hanno aumentato l'ostilità", nota un religiosohttps://www.fides.org/it/news/77409-ASIA_PAKISTAN_Guerra_aperta_tra_Pakistan_e_Afghanistan_attacchi_terroristici_e_l_espulsione_degli_afghani_hanno_aumentato_l_ostilita_nota_un_religiosohttps://www.fides.org/it/news/77409-ASIA_PAKISTAN_Guerra_aperta_tra_Pakistan_e_Afghanistan_attacchi_terroristici_e_l_espulsione_degli_afghani_hanno_aumentato_l_ostilita_nota_un_religiosoLahore - La spirale di ostilità tra Pakistan e Afghanistan è divenuta "guerra aperta", come ha dichiarato il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif. Con attacchi reciproci, l'escalation militare tra Pakistan e Afghanistan ha portato a un conflitto militare esteso tra ex alleati. Secondo Il governo di Islamabad, la rottura è dovuta al rifiuto di Kabul di neutralizzare i luoghi e le basi sul confine, dove si annidano i terroristi che colpiscono il Pakistan . La "guerra aperta" pone fine all'ultimo accordo sulla reciproca sicurezza firmato in Qatar nell'ottobre 2025, in cui Kabul si impegnava a neutralizzare i gruppi vilenti sul suo territorio in cambio della cessazione dei bombardamenti transfrontalieri da parte di Islamabad.. Le nuove ostilità sono iniziate il 22 febbraio con un attacco aereo del Pakistan sul suolo afghano che ha colpito, nei giorni successivi, anche Kabul e Kandahar. In risposta, attacchi afgani ad Abbottabad e nei pressi di Islamabad rappresentano la più grande incursione aerea dell'Emirato al di fuori della zona di confine.<br />Al centro del conflitto vi è il gruppo Tehreek-e-Taliban Pakistan , i cosiddetti "talebani pakistani", una fazione che ha aumentato la violenza e gli attacchi terroristici sul suolo pakistano. Il rifiuto dei talebani afghani di fermare il TTP ha spinto il comando militare di Islamabad a considerare esaurita la via del dialogo, optando per bombardamenti diretti contro i "santuari del TTP" su suolo afghano.<br />"La tensione è stata alimentata dal fatto che il Pakistan ha accelerato l'espulsione forzata di oltre un milione di afghani, gente stabilitasi in Pakistan a partire dalla fine degli anni '70, con l'invasione russa dell'Afghanistan", riferisce all'Agenzia Fides p. Cecil Paul, missionario pakistano degli Oblati di Maria Immacolata, storico e Consigliere della provincia degli OMI e direttore del "Oblate media Centre" in Pakistan. "Milioni di rifugiati afghani in passato hanno trovato accoglienza in Pakistan, si sono stabiliti qui, hanno trovato lavoro e sono inseriti nel tessuto sociale. Ma fra loro sono cresciute attività criminali, come traffico di droga, traffico di esseri umani, terrorismo. Per questo ora il governo pakistano ha scelto la via della deportazione. E ora gli afghani nutrono sentimenti di odio e ostilità e sembra che per vendetta usano violenza. Da qui l'escalation", osserva il religioso pakistano.<br />P. Cecil Paul nota che "in Pakistan attualmente l'opinione pubblica sembra divisa: da un lato vi sono quanti credono che non si debba fare guerra ai fratelli correligionari musulmani in Afghanistan; d'altro canto, soprattutto negli ambienti militari, si chiede e si condivide una reazione dura, per fermare terroristi che hanno ucciso continuano a fare vittime fra le forze armate e anche tra i civili in Pakistan".<br />Conclude il missionario OMI: "Come cristiani in Pakistan siamo sempre a favore della pace. Siamo gente di pace. Rigettiamo ogni forma di violenza, di terrorismo, di guerra. Lanciamo un appello di pace e chiamano i fedeli alla preghiera: preghiamo anche per i nostri nemici, come ci insegna Gesù, e cerchiamo di dare una testimonianza di di pace".<br /> Fri, 27 Feb 2026 11:36:13 +0100EUROPA/AUSTRIA - “La spiritualità delle Pontificie Opere Missionarie” al centro dell’incontro dei Direttori europeihttps://www.fides.org/it/news/77407-EUROPA_AUSTRIA_La_spiritualita_delle_Pontificie_Opere_Missionarie_al_centro_dell_incontro_dei_Direttori_europeihttps://www.fides.org/it/news/77407-EUROPA_AUSTRIA_La_spiritualita_delle_Pontificie_Opere_Missionarie_al_centro_dell_incontro_dei_Direttori_europeiVienna - Si sta svolgendo in questi giorni a Heiligenkreuz, vicino Vienna, il tradizionale incontro dei Direttori nazionali delle Pontificie Opere Missionarie dei Paesi europei. Sono 32 i partecipanti a questo appuntamento, organizzato da Missio Austria , iniziato lunedì pomeriggio con la celebrazione eucaristica di apertura presieduta da padre Tadeusz Nowak OMI, coordinatore delle POM. Interventi e lavori di gruppo si sono alternati a momenti di preghiera, condivisione fraterna e visite culturali alla scoperta della città di Vienna e dei suoi dintorni. Al centro delle giornate il tema della spiritualità delle Pontificie Opere Missionarie alla luce degli importanti anniversari in programma quest’anno.<br />Ad aprire le sessioni è stato il Direttore delle Pom polacche, padre Maciej Będziński, che è intervenuto sui 200 anni della fondazione del movimento del Rosario Vivente, cui è seguito l’intervento di padre Anthony Chantry, Direttore delle POM di Inghilterra e Galles, che ha introdotto la seconda parte della giornata di martedì dedicata a sviluppare contenuti e suggestioni sulla revisione degli statuti delle POM in vista della prossima Assemblea Generale. Ieri invece è stata la volta della celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo ausiliare di Vienna Franz Scharl, che ha invitato i Direttori Nazionali e i fedeli "a pregare per la missione in Europa, affinché si possa andare avanti e proclamare la Parola di Dio e il Suo amore", cui è seguito l’incontro con il Nunzio Apostolico in Austria, l'Arcivescovo Pedro Lopez Quintana. Nell’esprimere gratitudine alle POM per il lavoro svolto, il Nunzio Apostolico ha anche condiviso ricordi personali d'infanzia in Spagna legati alla Pontificia Opera della Santa Infanzia e ha sottolineato :"Siate missionari e annunciate la fede. Le donazioni da sole non sono la cosa più importante. Sono il sostegno al lavoro delle Pontificie Opere Missionarie".<br />Oggi, giovedì 26 febbraio, l’incontro è proseguito con la relazione del segretario generale della Pontificia Unione Missionaria, padre Dinh Anh Nhue Nguyen, cui è stato affidato il compito di contestualizzare le riflessioni di queste giornate nel più ampio panorama delle importanti celebrazioni che ricorrono quest’anno: i 100 anni della Giornata Missionaria Mondiale, istituita da Papa Pio XI il 14 aprile 1926, i 110 anni della Pontificia Unione Missionaria ed i 200 anni del Rosario Vivente. Riferendosi al Messaggio di Papa Leone XIV sulla Giornata Missionaria Mondiale 2026 intitolato “Uno in Cristo, uniti nella missione” e diffuso il 25 gennaio scorso , padre Anh Nhue ha indicato in esso il cuore pulsante di ogni iniziativa che verrà messa in piedi per gli anniversari in corso. Il Segretario generale della Pontificia Unione Missionaria, oltre a fornire note storiche sulla fondazione della PUM, si è soffermato sulla iniziativa di rilanciare l’atto di iscrizione alla PUM come membri attivi, sulla scia dei tanti vescovi, sacerdoti, persone consacrate che lo hanno sottoscritto nei 110 anni dalla istituzione della Pontificia Opera . “Il Cardinale Tagle ha accettato di essere designato membro onorario dell’Unione – ha affermato padre Nguyen – e noi per questo lo ringraziamo molto.” <br />Tra le tante iniziative di animazione e formazione missionaria in programma vi sono molte opportunità di approfondimento dei contenuti del messaggio del Papa per la Giornata Missionaria Mondiale 2026. Continuerà anche la promozione dei corsi di formazione missionaria e missiologica che hanno registrato tante adesioni nel 2025, e verrà organizzato anche un ciclo di conferenze volto ad approfondire l’evangelizzazione in ogni Continente a partire dalle cinque Esortazioni apostoliche post-sinodali dedicate dal Giovanni Paolo II alla condizione e alla missione della Chiesa in ogni singolo Continente. Inoltre, dal 29 al 31 ottobre 2026 è in calendario una conferenza internazionale per celebrare i 110 anni della PUM dal titolo “Dall’Italia al mondo con amore. La storia e la spiritualità dell’Unione Missionaria dalla sua fondazione fino al Pontificato di Papa Leone XIV”.<br />L’incontro continentale di Vienna, che termina la mattina di venerdì 27 febbraio con la celebrazione eucaristica conclusiva, ha fornito al Direttore nazionale delle Pom austriache, padre Karl Wallner, l’occasione di annunciare il lancio del nuovo website di Missio Austria.<br /> <br /><br />Thu, 26 Feb 2026 14:13:12 +0100AFRICA/NIGERIA - “La sicurezza e il destino della nostra nazione sono nelle nostre mani” affermano i Vescovi dopo l’invio di aiuti militari americanihttps://www.fides.org/it/news/77406-AFRICA_NIGERIA_La_sicurezza_e_il_destino_della_nostra_nazione_sono_nelle_nostre_mani_affermano_i_Vescovi_dopo_l_invio_di_aiuti_militari_americanihttps://www.fides.org/it/news/77406-AFRICA_NIGERIA_La_sicurezza_e_il_destino_della_nostra_nazione_sono_nelle_nostre_mani_affermano_i_Vescovi_dopo_l_invio_di_aiuti_militari_americaniAbuja – “Supportiamo le azioni del Presidente, Bola Ahmed Tinubu, per far fronte all’emergenza sicurezza ma occorre fare di più” affermano i Vescovi nigeriani nel documento finale presentato al termine della loro Assemblea Plenaria tenutasi ad Abuja dal 19 al 26 febbraio.<br />Bene quindi “dichiarare lo stato d’emergenza per la sicurezza nazionale, ordinare il reclutamento di più personale di sicurezza insieme ad altre misure di vasta portata” scrivono i Vescovi. Le misure decise dal governo hanno “portato l’esercito a intensificare le operazioni contro i terroristi nel Paese”. “Tuttavia – sottolinea la Conferenza Episcopale – la Nigeria continua a dover affrontare ulteriori sfide per la sicurezza”. I Vescovi ricordano i continui “omicidi di massa in diverse comunità, in particolare nei villaggi di Woro e Nuku nello Stato di Kwara, dove oltre 200 persone, sia cristiane che musulmane, sono state brutalmente massacrate da decine di jihadisti islamisti per essersi rifiutati di abbracciare l'Islam fondamentalista”. Nel documento pervenuto all’Agenzia Fides si ricordano anche i recenti episodi avvenuti “in molte parti del Paese; in particolare “nella regione settentrionale e nella fascia centrale, si sono verificati casi di attacchi e uccisioni di massa che hanno coinvolto numerosi studenti, alunni e fedeli”. A cause delle violenze, rimarcano i Vescovi “diversi agricoltori non possono tornare alle loro fattorie per paura di essere feriti o uccisi, mentre diverse persone sono ancora sfollate dalle loro case e dalle loro attività commerciali a causa delle attività di ribelli e banditi che agiscono sfacciatamente, liberamente e senza essere ostacolati”.<br />Per affrontare la situazione i Vescovi suggeriscono, oltre a migliore le strutture d’intelligence e le dotazioni tecniche delle forze di sicurezza, di riconsiderare alcune politiche adottate dal governo. Chiedono in particolare procedute rapide per portare i colpevoli e i loro complici di fronte alla giustizia. “Si ha l'impressione che il governo sia complice quando si verificano ritardi nel perseguimento dei terroristi arrestati o quando si ottiene la grazia e la reintegrazione nelle forze di sicurezza dei cosiddetti pentiti affiliati a Boko Haram e di altri criminali” sottolinea la dichiarazione.<br />Pur non nominandolo esplicitamente, i Vescovi sono prudenti sull’aiuto offerto alla Nigeria dall’amministrazione Trump per combattere i gruppi jihadisti. “Sebbene l'aiuto esterno sia encomiabile e apprezzato, la sicurezza e il destino della nostra nazione sono nelle nostre mani e abbiamo i mezzi per realizzarli, con l'aiuto di Dio” affermano.<br />La Conferenza Episcopale si sofferma inoltre sul fenomeno delle miniere illegali che anche in Nigeria come in altre parti dell’Africa, oltre a rubare le ricchezze appartenenti a tutti, inquinano e devastano l’ambiente. Nel caso della Nigeria i Vescovi affermano che i gruppi criminali che sfruttano miniere illegali “utilizzano i proventi derivanti dalla vendita di minerali, come oro e litio, per finanziare attività terroristiche in tutto il Paese”.<br />Per contrastare questo fenomeno la Nigeria ha creato un corpo di “sceriffi dei minerali” . Secondo i Vescovi però questi agenti devono essere incrementati di numero per distribuirli in tutta la Nigeria e devono essere dotati di tecnologie avanzate come droni e sistemi basati sull’intelligenza artificiale “per il monitoraggio di siti minerari remoti e ad alto rischio”. <br />Thu, 26 Feb 2026 11:46:35 +0100ASIA/SRI LANKA - P. Fernando sugli attentati di Pasqua: "Chiediamo solo giustizia, nulla di più, nulla di meno"https://www.fides.org/it/news/77405-ASIA_SRI_LANKA_P_Fernando_sugli_attentati_di_Pasqua_Chiediamo_solo_giustizia_nulla_di_piu_nulla_di_menohttps://www.fides.org/it/news/77405-ASIA_SRI_LANKA_P_Fernando_sugli_attentati_di_Pasqua_Chiediamo_solo_giustizia_nulla_di_piu_nulla_di_menoColombo - La polizia dello Sri Lanka ha arrestato l'ex capo dei servizi segreti, il generale in pensione Suresh Sallay, in relazione agli attentati del 21 aprile 2019, il giorno di Pasqua, in cui persero la vita 279 persone e 500 furono i feriti in attacchi coordinati contro tre hotel di lusso a Colombo, due chiese cattoliche e una chiesa protestante. Secondo quanto detto dagli inquirenti l'accusa contestata è "cospirazione e favoreggiamento degli attentati".<br />Dichiara all'Agenzia Fides p. Cyril Gamini Fernando, sacerdote di Colombo e portavoce dell'Arcidiocesi: "Come comunità cattolica crediamo che non bisogna né criticare né esultare, ne tantomeno dare una interpretazione politica o strumentalizzare questo arresto. Noi abbiamo sempre chiesto, fin dal primo giorno, e tu tuttora chiediamo che sia fatta giustizia. Desideriamo semplicemente che la giustizia segua il suo corso si arrivi a scoprire la verità: lo si deve alle vittime di quella tragedia e alle loro famiglie. Vogliamo solo giustizia, nulla di più, nulla di meno"<br />P. Fernando che è anche direttore del settimanale cattolico in lingua singalese "Gnartha Pradeepaya" , spiega a Fides: "Dopo un lungo blocco, le indagini sono riprese nel 2024, grazie all'impulso dato dal nuovo presidente Anura Kumara Dissanayake eletto a settembre del 2024. Prima, con i due ex presidenti, c'era stata negligenza, di fatto insabbiando le indagini sul caso. Ora l'opera della nuova Commissione di inchiesta, dopo circa 16 mesi di indagini, ha portato all'arresto del generale".<br />"Sulla persona arrestata - specifica il sacerdote - pende un'accusa che andrà verificata: non è già un verdetto di colpevolezza". "Per questo - continua - chiediamo alla gente di restare calma e di avere pazienza perchè le istituzioni preposte, la polizia e la magistratura, possano svolgere il loro lavoro con trasparenza e onestà, perché si giunga e alla verità e alla giustizia. Il nostro auspicio è che si rispetti lo stato di diritto, per capire chi c'era dietro gli attentati, le ragioni di quegli attacchi, e non vi sia impunità. Il principio da applicare è quello per cui la legge è uguale per tutti: non ci devono essere differenze o privilegi. Questo è lo stato di diritto, che va difeso nella nostra nazione".<br />P. Fernando conclude: "La Chiesa cattolica ha sempre i suoi valori di riferimento, ovvero la tutela della inalienabile dignità di ogni persona, il che vale sempre e vale per tutti, per le famiglie delle vittime, per i feriti, per gli accusati". <br /> Thu, 26 Feb 2026 11:44:57 +0100ASIA/PAKISTAN - Una proposta di legge per tutelare le proprietà delle minoranze religiose in Punjabhttps://www.fides.org/it/news/77404-ASIA_PAKISTAN_Una_proposta_di_legge_per_tutelare_le_proprieta_delle_minoranze_religiose_in_Punjabhttps://www.fides.org/it/news/77404-ASIA_PAKISTAN_Una_proposta_di_legge_per_tutelare_le_proprieta_delle_minoranze_religiose_in_PunjabLahore - Introdurre una legislazione completa per tutelare le proprietà delle comunità religiose di minoranza in tutta la provincia del Punjab: è questo il fine della proposta di legge, intitolata "Protection of Minority Community Properties Bill 2026", presentata all'Assemblea del Punjab per l'esame e la votazione nella prossima sessione. La proposta di legge viene dalla riflessione della Commissione permanente per gli affari delle minoranze dell'Assemblea e non riguarda solo le istituzioni religiose, come chiese e templi, ma tocca anche le proprietà come terreni, palazzi, edifici, scuole, istituti, acquisite tramite sovvenzioni governative, fondi pubblici, donazioni, contributi di beneficenza. Dato che la proposta di legge è sostenuta dalla maggioranza che sostiene il governo provinciale in carica, vi sono buone possibilità che venga approvata.<br />Il disegno di legge propone di istituire un apposito Comitato che faccia da garante per la protezione di tutte le proprietà delle minoranze in Punjab. Quest'organo preparerà un inventario completo delle proprietà nella provincia e monitorerà le occupazioni illegali e l'uso improprio di tali proprietà. Invierà inoltre raccomandazioni al governo per la loro gestione e aiuterà le comunità minoritarie a risolvere le questioni legali che possono sorgere.<br />Rileva all'Agenzia Fides p. Qaisar Feroz OFM cap, parroco a Lahore, capitale della provincia del Punjab e Segretario della Commissione per le comunicazioni sociali nella Conferenza episcopale del Pakistan: "Questa proposta di legge ci sembra giusta, va realmente a toccare un tasto importante: sono molte le proprietà come scuole, edifici, terre che in passato sono state nazionalizzate e sono ancora in mano al governo oppure sono occupate illegalmente da persone musulmane che le usano per propri scopi privati. Se la legge aiutasse a riconoscere e tutelare i nostri diritti, sarebbe un bel segno da parte delle autorità civili", rimarca. "Come comunità cristiana chiediamo la tutela e assicuriamo piena collaborazione alle autorità di polizia", rileva, ricordando che anche la protezione con personale di sicurezza davanti alle chiese, soprattutto nelle feste religiose più importanti, è una misura ben accetta.<br />I cristiani, che in Pakistan rappresentano una esigua minoranza , hanno visto sia nella campagna di nazionalizzazione condotta in passato , sia nell'occupazione illegale di proprietà usurpate da persone o organizzazioni, un tentativo di limitare la loro influenza culturale e religiosa.<br /> Wed, 25 Feb 2026 11:34:37 +0100AFRICA/NIGERIA - Arrestato un sesto uomo sospettato di aver preso parte alla strage di Pentecostehttps://www.fides.org/it/news/77403-AFRICA_NIGERIA_Arrestato_un_sesto_uomo_sospettato_di_aver_preso_parte_alla_strage_di_Pentecostehttps://www.fides.org/it/news/77403-AFRICA_NIGERIA_Arrestato_un_sesto_uomo_sospettato_di_aver_preso_parte_alla_strage_di_PentecosteAbuja – Arrestato un sesto uomo sospettato di aver partecipato all’assalto della chiesa San Francesco Saverio di Owo , avvenuto domenica 5 giugno 2022, giorno di Pentecoste .<br />Si tratta di Sani Yusuf che è stato arrestato nello Stato di Edo dopo quasi quattro anni di latitanza dopo che era stato colpito da un ordine di cattura in relazione alla strage.<br />L’arresto di Yusuf è stato portato a termine dal Department of State Services , l’agenzia di d’intelligence e sicurezza interna della Nigeria, che è stata incaricata di catturare gli autori del massacro commesso nella chiesa di San Francesco Saverio, che ha provocato 40 morti, inclusi alcuni bambini, e oltre 160 feriti.<br />Le indagini del DSS hanno permesso di portare di fronte alla giustizia già cinque persone. Il processo, iniziato nell’agosto 2025 ha visto il DSS schierare 11 testimoni contro Idris Abdulmalik Omeiza , Al Qasim Idris , Jamiu Abdulmalik , Abdulhaleem Idris e Momoh Otuho Abubakar . Gli imputati si sono dichiarati non colpevoli.<br />Secondo le autorità nigeriane Yusuf è un comandante di alto rango della Provincia dell'Africa Occidentale dello Stato Islamico , gruppo nato da una scissione all'interno di Boko Haram e responsabile di numerosi attacchi nel Nord-Est della Nigeria e in alcune parti della Middle Belt. L'ISWAP ha operato principalmente intorno al bacino del Lago Ciad, ma da tempo ha dimostrato con una certa frequenza la capacità di colpire oltre le sue tradizionali roccaforti.<br />Dal dibattito processuale è emerso che il 4 giugno 2022, uno degli imputati si sarebbe recato ad Adavi per noleggiare un veicolo e avrebbe successivamente ricevuto armi, tra cui cinque fucili AK-47, caricatori, munizioni e ordigni esplosivi improvvisati . Il gruppo avrebbe effettuato una prova generale prima di trascorrere insieme la notte che ha preceduto la strage.<br />La mattina del 5 giugno, gli accusati si sono diretti verso la chiesa a bordo di una Volkswagen Golf a noleggio, con le armi nascoste in sacche. Una volta arrivati di fronte alla chiesa hanno aperto il fuoco e fatto detonare degli esplosivi contro i fedeli che partecipavano alla messa di Pentecoste.<br />L'attacco di Owo è stato visto come una svolta nella percezione pubblica della sicurezza nella Nigeria meridionale. Mentre la violenza estremista si era concentrata principalmente nel Nord-Est per oltre un decennio, l'assalto a una chiesa nello Stato di Ondo ha sollevato preoccupazioni circa l'espansione delle attività dei gruppi jihadisti verso altre aree fino a quel momento risparmiate dai loro attacchi. <br />Wed, 25 Feb 2026 10:50:00 +0100AMERICA/PERU - Frane e inondazioni nella regione di Arequipa: “il sostegno reciproco è essenziale per affrontare queste dolorose realtà”, dicono i vescovi del Paesehttps://www.fides.org/it/news/77402-AMERICA_PERU_Frane_e_inondazioni_nella_regione_di_Arequipa_il_sostegno_reciproco_e_essenziale_per_affrontare_queste_dolorose_realta_dicono_i_vescovi_del_Paesehttps://www.fides.org/it/news/77402-AMERICA_PERU_Frane_e_inondazioni_nella_regione_di_Arequipa_il_sostegno_reciproco_e_essenziale_per_affrontare_queste_dolorose_realta_dicono_i_vescovi_del_PaeseArequipa - Una forte ondata di maltempo si è abbattuta nei giorni scorsi nella regione di Arequipa distruggendo abitazioni e veicoli, con famiglie costrette a lasciare le proprie case. Oltre 4.782 le persone colpite, 142 sfollate, 469 abitazioni, otto ponti, due strutture sanitarie e 45,65 chilometri di strade sono stati danneggiati. Ingenti anche i danni materiali con interruzioni dei servizi di base come l’acqua e l’elettricità. A questa tragedia si è aggiunto lo schianto al suolo di un elicottero dell’aeronautica Militare impegnato in attività di soccorso che è precipitato causando la morte di tutti e 15 gli occupanti tra cui sette minori. Le stime sono state diffuse dall'Istituto Nazionale di Difesa Civile e il governatore Rohel Sanchez ha chiesto l’invio di mezzi pesanti e un censimento dei nuclei colpiti. Durante l'ispezione, ha riferito dell'istituzione di spazi sicuri e della distribuzione di tende, coperte e cibo, azioni svolte in coordinamento con l'INDECI e il Centro Regionale Operativo di Emergenza di Arequipa .<br /><br />Immediata è stata la reazione della Conferenza Episcopale Peruviana che ha espresso il suo dolore per i recenti eventi, offrendo il proprio sostegno alle famiglie colpite e chiedendo preghiera e unità in questo momento di dolore. "Alla luce dei recenti eventi che hanno gettato il nostro Paese nel lutto, esprimiamo le nostre più sentite condoglianze, solidarietà e vicinanza alle famiglie che soffrono la perdita dei loro cari a causa dei disastri verificatisi", si legge nella nota dei vescovi peruviani. "Ci uniamo alla preghiera per le persone decedute ad Arequipa e per le comunità dei 16 distretti gravemente colpiti dalle frane e dal maltempo", ha dichiarato a nome dei vescovi Carlos Enrique García Camader, vescovo di Lurin e Presidente della CEP. Il presule ha inoltre espresso il suo "profondo dolore e le sue condoglianze all'Aeronautica Militare peruviana e alle famiglie delle 15 persone morte nella tragedia aerea, tra cui 7 bambini, la cui scomparsa arreca dolore alle loro famiglie e all'intera nazione". "In questi momenti di tristezza e sgomento, chiediamo compassione, unità e cooperazione fraterna, riconoscendo che il sostegno reciproco è essenziale per affrontare queste dolorose realtà", ha aggiunto.<br /><br /> <br />Wed, 25 Feb 2026 10:42:00 +0100