ASIA/INDIA - L'Arcivescovo di Goa: "Ritirare la la legge sulla cittadinanza, divisiva e discriminatoria"

lunedì, 10 febbraio 2020 diritti umani   politica   discriminazione   minoranze religiose   islam   cittadinanza  

Goa (Agenzia Fides) - Il governo federale indiano dovrebbe "revocare immediatamente e incondizionatamente la legge sulla cittadinanza il Citizenship Amendment Act (CCA) e smettere di penalizzare il diritto al dissenso": è quanto afferma l'Arcivescovo Filipe Neri Ferrao, alla guida della diocesi di Goa e Daman, criticando il CAA, approvato dal Parlamento nel dicembre scorso su spinta del partito nazionalista indù che governa l'India, il Bharatiya Janata Party (BJP).
Secondo le organizzazioni della società civile e i gruppi delle minoranze religiose, che da oltre un mese stanno protestando, quella legge che regola e dispone la concessione dell cittadinanza solo ai non-musulmani di tre paesi vicini (Pakistan, Afghanistan e Bangladesh), è discriminatoria e va contro la Costituzione indiana. La legge, insieme al National Register of Citizens (NRC) e al National Population Register (NPR) ha instillato paura e sospetti tra i musulmani del paese, che formano quasi il 15% su 1,3 miliardi dei cittadini indiani. mons. Ferrao stigmatizza la legge e anche i controversi registri NRC e NPR: "Chiediamo al governo di ascoltare la voce di milioni di persone in India", nota l'appello. "La legge CAA e i due registri NRC e la NPR sono divisive e discriminatorie e avranno certamente un effetto negativo e dannoso" su una democrazia multiculturale come la nostra" afferma l'Arcivescovo.
Secondo la Chiesa indiana, che più volte ha espresso, con molte voci, il suo dissenso, quei provvedimenti comporteranno una "vittimizzazione diretta delle classi svantaggiate, in particolare dei dalit (gli intoccabili), degli adivasi (gli indigeni), dei lavoratori migranti, di comunità nomadi e di innumerevoli persone prive di documenti che, dopo essere state riconosciute come degni cittadini ed elettori per oltre 70 anni correranno improvvisamente il rischio di diventare apolidi e candidati a campi di detenzione", afferma la nota inviata Fides.
Quella legge, criticata in patria e all'estero, "comporta un'erosione sistematica di valori, principi e diritti" che sono stati garantiti a tutti i cittadini nella Costituzione. Il messaggio diffuso dall'Arcivescovo ricorda che "eminenti cittadini, compresi i migliori intellettuali e avvocati, hanno preso una posizione ponderata e inequivocabile contro la CAA, la NRC e la NPR".
A Goa vi sono state diverse manifestazione di proteste, che hanno trasceso i confini dell'affiliazione religiosa, riunendo persone di ogni ceto sociale, etnia, religione.
"I cristiani in India sono sempre stati una comunità amante della pace e profondamente impegnati negli ideali di giustizia, libertà, uguaglianza e fraternità, sanciti dalla Costituzione", ricorda l'Arcivescovo. "Siamo sempre stati molto orgogliosi del fatto che il nostro amato Paese sia una repubblica rispettosa degli ideali di laicità, sovrana, pluralista e democratica", rileva. Il fatto stesso che una legge usi la religione va contro il tessuto secolare del paese, si afferma, "va contro lo spirito e l'eredità della nostra terra che, da tempi immemorabili, è stata una casa accogliente per tutti, fondata sulla convinzione che il mondo intero sia una grande famiglia".
"Preghiamo per il nostro amato Paese, perchè il buon senso, la giustizia e la pace prevalgono nei cuori e nelle menti di tutti", conclude il testo. (SD-PA) (Agenzia Fides 10/2/2020)


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