ASIA/FILIPPINE - Forum ecumenico filippino: riprendere i colloqui di pace tra governo e i gruppi ribelli

venerdì, 13 settembre 2019 pace   dialogo   diritti umani   violenza   riconciliazione  

Manila (Agenzia Fides) - I cristiani filippini, riuniti in un forum ecumenico, esortano il governo e i gruppi ribelli comunisti a riprendere i colloqui di pace e ad avviare nuove sessioni di dialogo per risolvere l'antico conflitto. Come appreso da Fides, oltre cento membri della "Piattaforma di pace ecumenica filippina" (PEPP) che comprende vescovi, sacerdoti, suore e membri di diverse confessioni cristiane, si sono riuniti il ​​12 settembre a Manila, lanciando un accorato appello di pace.
Le uccisioni di agricoltori innocenti e disarmati, altri civili sospettati di sostenere l'esercito del New People's Army (NPA), dei ribelli comunisti, nell'isola di Negros - afferma la Piattaforma in una nota inviata a Fides - hanno fatto scattare l'allarme per il drastico deterioramento della situazione dei diritti umani nelle Filippine negli ultimi dieci mesi. "Squadroni della morte" non ben identificati hanno ucciso insegnanti, un avvocato e diversi funzionari del governo locale. Alcuni osservatori denunciano il coinvolgimento delle forze di sicurezza statali in incidenti violenti: la popolazione è paralizzata dalla paura.
L'omicidio di quattro poliziotti - per i quali il New People's Army ha rivendicato la responsabilità come risposta alla pressione militare - ha accresciuto la mobilitazione e i blitz delle forze armate contro i gruppi insurrezionalisti.
"I sostenitori della pace, della giustizia e dei diritti umani, devono urgentemente suonare le campane della pace, anche chiedendo un'indagine imparziale su fatti, circostanze e cause sottostanti dell'impennata delle uccisioni a Negros", afferma il Forum.
Nel 2017 i negoziati di pace tra ribelli e governo erano giunti al quinto round di colloqui quando Duterte ne ordinò la cessazione immediata del dialogo dopo aver accusato i ribelli di lanciare attacchi contro le forze statali.
Come membro del Forum di pace, l'Arcivescovo gesuita Antonio J. Ledesma, ha affermato: "Risuona il nostro appello urgente per la pace. Continuiamo a chiedere la ripresa del dialogo tra governo e Fronte dei ribelli". I colloqui di pace creerebbero le condizioni per ridurre il conflitto armato e il clima di paura che avvolge le province di Negros, ha detto mons. Ledesma.
Riconoscendo che la disuguaglianza sociale e l'ingiustizia sono alla base dei conflitti armati nel paese, il Forum ecumenico nota che "i colloqui di pace possono cercare di affrontare le radici del conflitto armato, senza ricorrere alla guerra totale e alle violazioni dei diritti umani".
I partecipanti alla Piattaforma ecumenica hanno valutato insieme come si è deteriorata la situazione dei diritti umani e della pace nei 21 mesi trascorsi da quando il presidente Duterte ha messo fine ai negoziati di pace. I partecipanti hanno articolato un piano comune su come i difensori della pace possono lavorare per contribuire a realizzare la pace sociale.
“Nei momenti della storia in cui i cieli sono stati coperti, i fautori della pace si sono fatti avanti portando torce accese di speranza e nuove possibilità. Dobbiamo colmare il divario, costruire ponti per creare l'atmosfera necessaria per costruire la pace nella nostra terra", ha detto Carol P. Aruaullo, attivista della "Campaign for Just and Lasting Peace".
La PEPP è un organismo ecumenico, composta da membri della Conferenza episcopale cattolica, del Consiglio nazionale delle Chiese protestanti, dall'Associazione dei superiori religiosi più importanti, dal Consiglio filippino delle Chiese evangeliche e dal Forum ecumenico dei Vescovi. (SD) (Agenzia Fides 13/9/2019)


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