ASIA/PAKISTAN - L'impegno della Chiesa contro i falsi matrimoni di uomini cinesi con donne pakistane

giovedì, 16 maggio 2019 diritti umani   matrimonio   donne   minoranze religiose   povertà   giustizia   famiglia  

Samaa Tv

Islamabad (Agenzia Fides) - "Donne pakistane sposano uomini cinesi convinte di un beneficio, ma queste giovani donne e le loro famiglie non sono affatto consapevoli di poter essere ingannate e intrappolate in matrimoni fraudolenti. Facciamo appello al governo del Pakistan affinché intraprenda un'azione seria contro i colpevoli di questo moderno di traffico di esseri umani": è l'appello lanciato attraverso l'Agenzia Fides dal Vescovo Samson Shukardin OFM, presidente della Commissione episcopale per la vita e la famiglia in Pakistan.
Il Vescovo, che guida la diocesi di Hyderabad, afferma: "Urge rendere le persone consapevoli di questo fenomeno: uffici matrimoniali non registrati e falsi Pastori cristiani, autoproclamatisi tali, sono coinvolti in questo traffico illecito. Questi criminali rovinano la vita delle donne e delle famiglie pakistane, al fine di trarne profitto".
La questione dei matrimoni tra uomini cinesi e donne pakistane è balzata agli onori della cronaca in Pakistan nell'ottobre 2018, segnalata dall'attivista per i diritti umani Saleem Iqbal. Parlando con Fides, Saleem Iqbal ha raccontato: "Ero sorpreso nel vedere in varie parti della provincia del Punjab che ragazze cristiane si sposavano con uomini cinesi, che pagavano bene la famiglia, il matrimonio, il Pastore. Dopo il matrimonio queste ragazze sono portate in Cina, dove sono spesso maltrattate o vendute come schiave sessuali, se non per il traffico di organi. In tal modo uomini senza scrupoli guadagnano molto di più di quanto hanno speso in Pakistan per il matrimonio". Second l'attivista, negli ultimi due anni, a partire dal novembre 2017, sono stati organizzati oltre 700 matrimoni di tal genere.
Nelle ultime due settimane la FIA (Federal Investigation Agency) ha fatto irruzione in diversi luoghi della provincia del Punjab in Pakistan, arrestando una ventina di uomini cinesi. Di questi, 11 cittadini cinesi sono stati trattenuti e incriminati per matrimoni falsi. Il vice direttore della FIA a Lahore, Jamil Ahmed Khan Meo, ha dichiarato di aver "lanciato nel Punjab una campagna per debellare organizzazioni criminali dedite a organizzare matrimoni falsi tra uomini cinesi e donne pakistane con l'aiuto di facilitatori locali".
Fra Morris Jalal OFM Cap, direttore della televisione cattolica di Lahore, per sensibilizzare i fedeli e le famiglie su questo tema, sta conducendo una campagna dal titolo: "Non vendere tua figlia" che si sta diffondendo rapidamente nell'arcidiocesi di Lahore. Parlando con Fides, p. Morris Jalal dichiara: "Intendiamo salvare le vite delle giovani donne in Pakistan, cristiane e musulmane. Bisogna agire per proteggersi da bande che organizzano tali attività criminali".
Fr. Morris Jalal conferma la presenza di "Pastori autodidatti", che celebrano tali matrimoni, specificando che "nessun prete cattolico nè i Pastori della Chiesa del Pakistan (la Comunione Anglicana, ndr) celebrano questi matrimoni", che avvengono in piccole "sale cristiane non riconosciute, che disonorano la fede in Cristo e il sacramento del matrimonio". P. Morris chiede "un'azione severa contro i falsi Pastori che celebrano questi matrimoni" e auspica "maggiore attenzione del governo". P. Bonnie Mendes, anziano prete della diocesi di Faisalabad, esprime "dispiacere nel vedere che alcune famiglie pakistane siano attratte da matrimoni con uomini cinesi, vedendo in questo la soluzione dei loro problemi economici ". In Pakistan il "matrimonio combinato", organizzato dalla famiglia per i propri figli, è una pratica che appartiene alla cultura locale ed è ampiamente diffusa. (AG) (Agenzia Fides 16/5/2019)


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