AMERICA/PANAMA - Conclusioni dell’Assemblea dei Vescovi: “Non permettiamo al negativismo di paralizzarci”

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Migranti frontiera Panama

Panama City (Agenzia Fides) – I Vescovi di Panama hanno pubblicato un documento a conclusione della 209.ma Assemblea Plenaria della Conferenza Episcopale Panamense (CEP) svoltasi dal 25 febbraio al 1 marzo. "Con la speranza di orientare e formare il popolo di Panama, noi Vescovi vogliamo condividere la nostra riflessione sulla realtà ecclesiale e sociale del paese" inizia il documento, che propone 4 punti per ogni sezione.
Per quanto riguarda la realtà ecclesiale, i Vescovi esprimono il ringraziamento al popolo panamense por la Giornata Mondiale della Gioventù, che "impegna la Chiesa a dare ai giovani spazi di partecipazione nella strutture della Chiesa e della società, perché possano assumere le sfide della trasformazione sociale dinanzi alle ingiustizie, all’indifferenza e al negativismo del cambiamento".
Sulla scia del Sinodo per i giovani, i Vescovi intendono dare nuova vita alla Pastorale Giovanile, per creare dialogo e lavoro comune, aggiornandosi sull'uso delle nuove tecnologie per evangelizzare il mondo digitale, con speciale attenzione ai popoli indigeni.
Il testo della CEP ricorda la pubblicazione del documento “Protegiendo Nuestro Tesoro” che pone la Chiesa panamense sulla scia della protezione dei minori, con la stessa forza e decisione che ha chiesto la Santa sede.
In questa prima parte viene anche presentata la nuova presidenza della CEP. Presidente: Mons. Rafael Valdivieso Miranda, Vescovo di Chitré; Vicepresidente: Mons. Pedro Hernández Cantarero, CMF, Vescovo del Vicariato Apostolico del Darién; Segretario generale: Mons. Manuel Ochogavía Barahona, OSA, Vescovo di Colón-Kuna Yala.
"Come Chiesa, non possiamo essere indifferenti al dramma che avviene ai nostri confini, dove centinaia di persone migrano con grande difficoltà, a rischio della loro vita, esposte alle reti della tratta di esseri umani, in condizioni veramente dolorose" scrivono i Vescovi nella parte dedicata all’esame della realtà nazionale. "Sfortunatamente, l'arrivo di questi migranti ha generato stereotipi in alcuni settori, perché pensano che tolgono il lavoro o portano malattie. Ci sono persino segni di xenofobia in un paese la cui vocazione è di apertura, accoglienza e servizio al mondo. La Chiesa ha l'impegno cristiano di accogliere e proteggere il migrante, non possiamo restare indifferenti".
Sulla partecipazione alla vita politica del paese i Vescovi scrivono: "Non è sufficiente lamentarsi e piangere i vizi dei politici e le distorsioni della politica. È urgente assumere la nostra responsabilità sociale nei confronti del prossimo, degli esclusi e degli impoveriti, che è compito specifico dei laici. In conclusione un riferimento alle prossime elezioni del 5 maggio: "Abbiamo l'obbligo morale ed etico di scegliere il meglio, che sarà in grado di dare una svolta per costruire un paese di solidarietà, fraterno, giusto ed equo, con trasparenza e responsabilità. Non permettiamo al negativismo di paralizzarci e lasciare il destino di tutti noi nelle mani di pochi. Dobbiamo tutti votare il prossimo 5 maggio, è un dovere e un diritto. Esprimiamo un voto responsabile e consapevole, motivato nello scegliere coloro che hanno davvero l'impegno per la dignità della persona e del bene comune".
Nell'ultimo paragrafo, i Vescovi informano del lancio della Campagna della Chiesa cattolica "Per un voto responsabile e consapevole" con cui intendono offrire un contributo perché i cittadini riescano a prendere una decisione che cambi il destino del paese.
(CE) (Agenzia Fides, 11/03/2019)


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