ASIA/KAZAKHSTAN - Il Villaggio dell’Arca, oasi per i bambini kazaki

giovedì, 29 novembre 2018 infanzia   solidarietà   missione   carità   società civile   povertà   diritti umani  

Almaty (Agenzia Fides) - “Guardando le nostre ragazze più grandi che insegnano ai piccoli da poco arrivati al Villaggio dell’Arca, capita di pensare: quanto più bello sarebbe, se al posto di questa ragazza, ci fosse la vera madre di quel bambino. Ma questa è la loro storia e noi siamo entrati nella loro vita proprio per donare ai piccoli una presenza affettuosa e un accompagnamento nella crescita”: è quanto afferma, in una nota inviata all’Agenzia Fides, l’Associazione “Arca” che, guidata dal missionario don Guido Trezzani, gestisce la comunità del “Villaggio dell’Arca” a Talgar, nei pressi di Almaty, che accoglie bambini disabili, orfani o con difficoltà familiari.
La struttura è da poco entrata nella maggiore età: fondato il 1° giugno 2000, il Villaggio “ha visto in questi 18 anni tanti bambini e ragazzi crescere e iniziare la propria vita adulta, oppure trascorrere solo un breve periodo, che comunque ha concesso alla loro famiglia la possibilità di superare momenti difficili”, rileva la nota. Nell’anniversario di fondazione, non si è organizzata nessuna particolare celebrazione ma, “come ogni anno, si è vissuta la gioia di condividere questo momento con tanti amici, tra i molti che fanno parte della nostra storia”, si legge.
Infine, nel corso degli ultimi mesi, i bambini del villaggio di Talgar hanno potuto usufruire di cure dentistiche, grazie a una coppia di medici italiani che periodicamente svolge la sua opera di volontariato presso la struttura. Dal 2007 nel Villaggio sono stati realizzati, all’interno del centro medico, l’ambulatorio dentistico e radiologico, oltre che quello per la fisioterapia. Attualmente il Villaggio ospita circa 70 bambini, orfani o con famiglie a rischio alle spalle, e circa una trentina hanno handicap fisici e mentali. I primi passi sono stati mossi nel 1997, con l’accoglienza dei bambini di un orfanotrofio statale in via di chiusura. Oggi si accolgono anche ragazzi provenienti da famiglie distrutte dalla violenza o dall’alcolismo. (LF) (Agenzia Fides 29/11/2018)


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