ASIA/TURCHIA - Erdogan agli USA: liberiamo il pastore evangelico Brunson se in cambio ci consegnate Fetullah Gulen

lunedì, 2 ottobre 2017 geopolitica  

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Ankara (Agenzia Fides) – Il Presidente turco Recep Tayyp Erdogan è disposto a liberare il pastore evangelico USA Andrew Craig Brunson - detenuto in Turchia da un anno e accusato di complicità con intrighi internazionali anti-turchi (vedi Fides 29/8/2017) – se in cambio le autorità statunitensi consegneranno alla Turchia Fetullah Gulen, il predicatore islamico turco, esule negli USA dal 1999, considerato dal governo di Ankara come ispiratore e regista del fallito colpo di Stato del 15 luglio 2016. La proposta dello scambio è stata prefigurata dallo stesso Erdogan durante un incontro con membri delle forze di polizia turchi svoltosi il 28 settembre presso il palazzo presidenziale di Ankara. In quell'occasione, Erdogan ha collegato esplicitamente la possibile liberazione del pastore evangelico alla richiesta di estradizione di Gulen che la Turchia ha rivolto agli USA dopo il fallito golpe.
La sollecitazione di Erdogan non è stata presa in considerazione dall'Amministrazione USA: durante il briefing quotidiano con la stampa dello stesso 28 settembre, la portavoce del Dipartimento di Stato USA, Heather Nauert, ha definito impraticabile lo scambio prospettato dal Presidente turco, aggiungendo che gli USA continueranno a operare per favorire il rilascio di Brunson, perché il pastore evangelico “è imprigionato ingiustamente in Turchia, e noi vorremmo vederlo tornare a casa”.
Andrew Brunson, già responsabile della chiesa evangelica della Resurrezione a Izmir (Smirne Diriliş Kilisesi), era stato convocato dall'ufficio turco dell'immigrazione nell'ottobre 2016, insieme alla moglie, Lyn Norine. Alla coppia era stato inizialmente comunicato l'obbligo di lasciare il Paese, giustificando tale misura con l'accusa vaga di aver ricevuto fondi dall'estero per finanziare iniziative missionarie e di aver messo a rischio la sicurezza del Paese con le loro attività. Successivamente la stampa turca ha riferito che per il pastore evangelico il decreto di espulsione si era trasformato in arresto, dopo che un testimone segreto lo aveva accusato di appartenere al cosiddetto FETO (acronimo turco di “Organizzazione terroristica Fethullahnista”, definizione con cui gli organi turchi filo-governativi indicano la rete di Gulen). In carcere, Brunson aveva ricevuto le visite di alti esponenti dell'ambasciata USA in Turchia, e anche il Presidente USA Donald Trump aveva richiesto la liberazione del pastore evangelico durante l'incontro avuto lo scorso maggio alla Casa Bianca con il Presidente turco Erdogan. Lo scorso agosto, dopo l'intervento di Trump, Brunson era stato stato accusato di crimini ancora più gravi di quelli a lui attribuiti in passato, ed era stato trasferito in un carcere di massima sicurezza dove sono detenuti alcuni accusati di essere tra i massimi responsabili del fallito golpe del 2016. (GV) (Agenzia Fides 2/10/2017).


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