AMERICA/BRASILE - Richiesto l’intervento dell’ONU per la violenza contro i difensori dei diritti umani

sabato, 16 settembre 2017 indigeni   diritti umani   violenza  
Richiesto l’intervento dell’ONU per la violenza contro i difensori dei diritti umani

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Richiesto l’intervento dell’ONU per la violenza contro i difensori dei diritti umani

Parà (Agenzia Fides) – Nel 2016 la Commissione per la Pastorale della Terra (CPT) ha registrato l’assassinio di 66 persone tra leader e difensori dei diritti umani, il numero più alto negli ultimi 32 anni. Per questo motivo il Comitato brasiliano dei difensori dei diritti umani (CBDDDH) ha chiesto l’intervento dell’Organizzazione delle Nazione Uniti (ONU) e dell’Organizzazione degli Stati Americani (OEA) attraverso una lettera di denuncia.
Nel documento, che precisa la violenza subita da queste persone, il Comitato sollecita le organizzazioni internazionali a chiedere informazioni allo Stato brasiliano sulla protezione dei difensori dei diritti umani nel paese. Solo a partire dall'agosto 2017, 59 di loro sono stati uccisi in Brasile. Questa richiesta è stata annunciata il 13 settembre, durante l'incontro "Frontiere di lotta", Seminario nazionale sulla protezione dei difensori dei diritti umani promosso dal CBDDDH a Brasilia.

Il coordinatore nazionale della CPT, padre Paulo Cesar, uno dei coordinatori del seminario, vede con grande preoccupazione l'attuale scenario e attribuisce l'aumento della violenza all'assenza dello Stato brasiliano, causata dalla riduzione del bilancio e dallo smantellamento delle politiche pubbliche che potrebbero ammorbidire i conflitti. "Lo Stato brasiliano non ha risposte ed è perfino diventato un promotore di ingiustizie" ha detto nella nota inviata a Fides dalla Conferenza Episcopale del Brasile.
Padre Paulo Cesar cita ad esempio la riduzione del bilancio dell'Istituto Nazionale di Colonizzazione e della Riforma Agraria (Incra). Una conseguenza di questo è la mancanza della distribuzione dei titoli di proprietà della terre dei Quilombolas.
Quest'anno il 78% degli omicidi si è verificato nell'Amazzonia. La relazione della CBDDDH mette in evidenza i casi considerati emblematici: i massacri di Pau D'Arco a Pará (vedi Fides 26/05/2017) nel mese di maggio, quando dieci lavoratori rurali morirono; e quello di Colniza, nel Mato Grosso, dove nove contadini e agricoltori sono stati uccisi in aprile (vedi Fides 22/04/2017); oppure l'attacco contro gli indigeni della etnia Gamela, sempre in aprile, a Maranhão, che ha causato 22 feriti; lo stato di Rondônia, anche se non ha registrato tali attacchi quest'anno, è stato quello che ha accumulato il maggior numero di difensori uccisi nel 2015 e nel 2016.
Nel documento inviato all'ONU, la Commissione chiede una visita ufficiale dai membri di questo organismo per verificare la situazione dei difensori dei diritti umani in Brasile, in particolare nel Pará, data l'aspettativa di proseguire le indagini sul massacro di Pau D'arco e le tensioni che permangono sul posto.
Il seminario "Frontiere di Lotta", alla sua terza edizione, si è concluso ieri, venerdì 15. Le decine di partecipanti si sono concentrati sullo sviluppo di strategie d'azione congiunte per garantire la protezione dei difensori e garantire i diritti umani nel paese.
(CE) (Agenzia Fides, 16/09/2017)


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