ASIA/INDIA - Commercio di bestiame e carne bovina: la Corte Suprema sospende il bando

giovedì, 13 luglio 2017 induismo   cristianesimo   islam   politica   minoranze religiose   libertà religiosa   libertà di coscienza   diritti umani  

New Delhi (Agenzia Fides ) - La Corte Suprema dell'India ha sospeso il divieto di commercio di bestiame da macello in tutta l'India. E’ diritto fondamentale e tocca la libertà di ogni cittadino scegliere il proprio cibo, ha dichiarato la Corte Suprema.
Il divieto era stato emesso nel maggio scorso dal governo di Narendra Modi e riguardava la vendita di bestiame, comprese le vacche, per la macellazione e il commercio di bestiame per proprietari delle aziende agricole.
Il provvedimento era stato respinto dagli stati del Nordest e dallo stato del Kerala (stati indiani con forte presenza cristiana), mentre molti stati governati dal partito di Modi, il Baratya Janata Party, lo hanno adottato. Manifestazioni e petizioni contro il bando si erano tenute in tutto il paese, sostenute e firmate anche da membri della Chiesa cattolica.
Il divieto, infatti, ha danneggiato soprattutto agricoltori e commercianti musulmani e cristiani e migliaia di famiglie e piccole aziende che puntavano la loro sussistenza sull’allevamento e la vendita di bestiame. Inoltre allevatori musulmani, in particolare, hanno subito crescente violenza da parte di gruppi di “vigilantes” che hanno iniziato arbitrariamente a porre nel mirino quanti, a loro dire, non rispettavano il divieto, giungendo fino a esecuzioni extragiudiziali rimaste impunite.
Tra i tanti episodi, il mese scorso, una folla ha linciato il 16enne musulmano Junaid Khan che viaggiava su un treno da Mathura a Delhi, accusandolo di portare borse piene di manzo. Una forte protesta è esplosa in diverse città indiane con lo slogan “NotInmyName”. Sempre nel giugno scorso un commerciante musulmano di 45 anni è stato ucciso da una folla di più di 100 persone nel quartiere Ramgarh di Jharkhand perché sospettato di trasportare carne in auto.
Ora la sospensione del divieto è accolta con sollievo dalla comunità musulmana dell'India e da migliaia di dalit, ai quali spesso è assegnato il compito della macellazione animale.
Una fonte di Fides in India osserva: “La sentenza è una battuta d'arresto per il governo nazionalista indù, che aveva usato il provvedimento del divieto per compiacere i sentimenti religiosi dei suoi elettori”. Le mucche sono infatti considerate sacre nella religione indù. Dopo che Modi è salito al potere nel 2014, molti stati indiani hanno adottato leggi più severe contro la macellazione delle mucche. (PA-PN) (Agenzia Fides 13/7/2017)


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