ASIA/INDIA - Il Card. Alencherry: rilasciare sette cristiani dell’Orissa, in carcere ingiustamente

sabato, 10 giugno 2017 martiri   chiese orientali   violenza   induismo   fondamentalismo religioso   carcerati   persecuzioni   diritti umani   libertà religiosa  

Kochi (Agenzia Fides) – “I cristiani dell’Orissa nel distretto di Kandhamal hanno dovuto soffrire brutalità e violenze. Sette innocenti cristiani sono ancora in carcere e ne chiediamo la liberazione. Urge mostrare maggiore solidarietà con i cristiani di Kandhamal e diffondere il messaggio della loro testimonianza”: è quanto dichiara all’Agenzia Fides il Cardinale George Alencherry, Arcivescovo maggiore di Ernakulam-Angamaly, alla guida della Chiesa di rito siromalabarese in India.
Nei giorni scorsi, intervenendo al Kerala Catholic Episcopal Council (KCBC), davanti a oltre 40 Vescovi e 150 superiori religiosi, il Cardinale ha presentato l'opera di Anto Akkara, giornalista che ha compiuto una accurata inchiesta sui massacri anticristiani verificatisi in Orissa nel 2008.
A seguito del misterioso omicidio del leader indù Swami Laxmanananda Saraswati, avvenuto a Kandhamal il 23 agosto 2008, i nazionalisti indù accusarono i cristiani dell'omicidio. Si scatenò così una vera caccia all’uomo che generò l’uccisione di circa 100 cristiani. In una ondata di violenza organizzata, durata alcune settimane, i fondamentalisti indù hanno saccheggiato e bruciato oltre 6.000 case cristiane e 300 chiese, causando la fuga di 56.000 cristiani dal distretto, rimasti sfollati.
Per scrivere il suo libro-inchiesta “Chi ha ucciso Swami Laxmanananda?”, pubblicato nel 2016, Akkara ha compiuto 23 viaggi a Kandhamal e parlato con centinaia di persone. Dopo le sue indagini, Akkara rileva che sette cristiani innocenti (sei dei quali analfabeti) sono stati ingiustamente accusati e fraudolentemente condannati all’ergastolo per il presunto omicidio di Swami Laxmanananda. L’autore ha lanciato anche una petizione on-line sul sito web www.release7innocents.com, esortando le autorità a liberare i sette cristiani innocenti che tuttora sono in carcere.
“Akkara ha registrato meticolosamente le testimonianze e le sofferenze dei cristiani di Kandhamal, e fa chiarezza sulla vicenda dei sette innocenti che sono in carcere. Il suo libro ha grande importanza per noi”, dice a Fides il Cardinale Alencherry a margine dell’incontro con i Vescovi. “Questo libro tocca il nervo scoperto della coscienza umana con dettagli della sofferenza e della testimonianza dei cristiani di Kandhamal che sfidano ogni cittadino indiano, cristiano o non cristiano, a guardare in faccia la verità” sottolinea a Fides l'Arcivescovo Callist Soosa Packiam, presidente del KCBC.
“L'incredibile testimonianza dei cristiani di Kandhamal porta il timbro del Cristo crocifisso; questo libro ha il potere di incoraggiare la fede e la vita cristiana nei lettori” rileva il Cardinale Baselios Cleemis, a capo della Chiesa di rito siromalankarese e presidente della Conferenza Episcopale dell'India (CBCI). “I cristiani di Kandhamal hanno risposto all'invito di San Tommaso che diceva: andiamo a morire con Cristo” conclude l'Arcivescovo Andrews Thazhath, vicepresidente della CBCI. (PN-PA) (Agenzia Fides 10/6/2017)


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