AFRICA/EGITTO - Dopo le stragi, i copti annunciano una Pasqua di preghiera e raccoglimento. Annullati ricevimenti e feste

mercoledì, 12 aprile 2017 chiese orientali   martiri   islam   dialogo  

CoptsToday

Il Cairo (Agenzia Fides) – La Pasqua nelle chiese copte in Egitto sarà celebrata in spirito di raccoglimento e preghiera, facendo memoria dei martiri uccisi nelle stragi della domenica delle Palme, e cancellando i momenti conviviali e i ricevimenti con rappresentanti di istituzioni statali, sociali e religiose che di solito precedono e seguono la celebrazione delle solennità liturgiche. Lo ha annuciato Anba Raphael, segretario del Santo Sinodo copto ortodosso, dopo che erano partite anche raccolte di firme spontanee – come quella lanciata dall'avvocato Hani Ramses, militante della Unione giovanile Maspero – per chiedere al Patriarcato copto ortodosso di accantonare i consueti ricevimenti organizzati per accogliere l'omaggio e le felicitazioni tradizionalmente tributati a vescovi e sacerdoti dalle autorità civili e religiose locali in occasione delle grandi festività cristiane. Quest'anno, dunque, in Egitto la Pasqua di Resurrezione sarà vissuta in modo raccolto, scandita solo da liturgie e preghiere.
In passato, anche in Egitto, la questione degli auguri di Natale e di Pasqua da rivolgere ai cristiani è stata al centro di ricorrenti polemiche tra gruppi e rappresentanti della comunità islamica, accentuate dalle recenti iniziative messe in atto dalle istituzioni ufficiali dell'islam sunnita egiziano – a partire dall'Università di al Azhar – per contrastare la diffusione di dottrine estremiste e strumentalizzazioni del Corano in chiave jihadista. In occasione dell'ultimo Natale, come riferito dall'Agenzia Fides, il predicatore salafita Abdul Hamid aveva emesso una fatwa per ribadire che le felicitazioni rivolte da un musulmano a un cristiano in occasione delle solennità liturgiche rappresentano un “grave peccato”, mentre lo sheikh Mahmud Lotfy aveva addirittura affermato che, per un musulmano, l'odio rivolto ai cristiani rappresenta una sorta di precetto religioso. Dopo queste esternazioni, si era registrato anche l'intervento della “Casa della Fatwa” (Dar al Ifta al Misryah): l'organismo egiziano, presieduto dal Gran Mufti d'Egitto e incaricato di diffondere pronunciamenti orientativi e sciogliere dubbi e controversie riguardo all'applicazione dei precetti coranici, aveva ribadito che un musulmano non deve avere nessuna esitazione a porgere le proprie felicitazioni a amici e conoscenti cristiani in occasione delle loro feste e solennità liturgiche, sottolineando che tale comportamento contribuisce ad alimentare la convivenza pacifica tra le diverse componenti della società. (GV) (Agenzia Fides 12/4/2017).


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