ASIA/PAKISTAN - I leader religiosi condannano la profanazione di figure sacre e "votano per la pace"

sabato, 11 marzo 2017 dialogo   libertà religiosa   minoranze religiose   pace   giustizia   islam   politica   terrorismo   blasfemia   social network   ecumenismo  

Lahore (Agenzia Fides) - Leader cristiani, musulmani e indù in Pakistan deplorano "l'uso indecente dei social media per offendere persone sacre tramite disegni e vignette” e rinnovano l'appello a tutti i fedeli, di ogni comunità religiosa, perchè "mantengano il rispetto verso tutte le figure sacre, appartenenti alle diverse tradizioni religiose": come appreso da Fides, lo ha affermato la Commissione nazionale per l'Ecumenismo e il Dialogo interreligioso in uno speciale incontro tenutosi nei giorni scorsi a Lahore, nella residenza dell'Arcivescovo Sebastian Shaw. I leader religiosi hanno ribadito che "rispetto, tolleranza, accoglienza dell'altro" sono la base per la reciproca accettazione e per costruire una società pacifica e armoniosa, ricordando che simboli e sentimenti religiosi sono importanti per ogni essere umano, e non vanno dunque resi oggetto di scherno o vilipendio, con parole e immagini: pratica, questa, che sembra prendere piede con troppa superficialità nei social media.
I leader religiosi hanno colto l’opportunità dell'incontro organizzato a Lahore per pregare per le vittime del terrorismo, invocando da Dio la pace e una comune benedizione sulla nazione pakistana. Con questa prospettiva, la Commissione ha lanciato una speciale campagna di sensibilizzazione titolata "Vota per la pace", come segno per contrastare l’ondata di terrorismo che ha insanguinato il paese. La campagna consiste nel distribuire in maniera capillare, nelle diverse comunità e istituzioni religiose, migliaia di cartoline che recano il disegno di una colomba, simbolo di poce. Ogni cittadino dovrà firmare la cartolina, che contiene un messaggio di unità e riconciliazione, sostenendo così la campagna ed esprimendo il proprio “voto per la pace”. Le cartoline saranno poi raccolte e inviate al governo pakistano e all’ufficio Onu di Pakistan. (PA) (Agenzia Fides 11/3/2017)


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