AFRICA/GHANA - “Ristabilite le trasmissioni in onde corte di Radio Vaticana” chiede l’organo di rappresentanza di tutti i Vescovi africani

venerdì, 10 marzo 2017 media   vescovi   papa  

http://radiolawendel.blogspot.it/2007_01_01_archive.html

Accra (Agenzia Fides) - No alla chiusura del servizio in onde corte di Radio Vaticana. A chiederlo è il Comitato Permanente del SECAM/SCEAM (Simposio delle Conferenze Episcopali di Africa e Madagascar) che ha inviato una lettera all’emittente vaticana con la quale si fa formale richiesta di ristabilire il servizio in onde corte recentemente terminato anche per le regioni extra-europee ed extra-americane. Nella lettera, pubblicata nel corso della riunione dell’organo di rappresentanza dei Vescovi africani in corso ad Accra, si esprime “la preoccupazione per la recente chiusura dei servizi ad onde corte della radio, che garantiva a milioni di africani l’opportunità di sentire il Santo Padre e di condividere gli interessi e la missione della Chiesa”.
Dal 2012 il servizio in onde corte e medie di Radio Vaticana è migrato sulla modulazione di frequenza e su Internet per l’Europa e le Americhe, ma era rimasto disponibile per gli ascoltatori in Africa, Asia e Medio Oriente. Quest’anno si è deciso di chiudere completamente il servizio e di puntare sulle nuove tecnologie digitali per raggiungere gli ascoltatori africani e asiatici. “ Mentre riconosciamo che i servizi di Radio Vaticana possono essere ricevuti tramite Internet- afferma la lettera- il fatto è che molti africani semplicemente non hanno i mezzi o le tecnologie per godere di tali servizi”.
Il Comitato Permanente del SECAM “esprime il suo profondo riconoscimento e apprezzamento per il ruolo giocato da Radio Vaticana in diversi decenni per l’evangelizzazione dell’Africa e per il compito della catechesi e dello sviluppo spirituale del continente africano”.
“La Radio Vaticana è sempre stata una fonte affidabile di notizie sulla Chiesa universale e un canale rapido per condividere notizie sull’Africa con il resto del mondo” riconosce il SECAM. (L.M.) (Agenzia Fides 10/3/2017)


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