AFRICA/CONGO RD - “Maggioranza e parte dell’opposizione non vogliono le elezioni” denunciano i Vescovi

mercoledì, 8 marzo 2017 vescovi  

Kinshasa (Agenzia Fides) - “Sono manovre da parte della maggioranza presidenziale e di alcuni membri dell’opposizione che non vogliono andare alle elezioni, perché non vi trovano il loro tornaconto”: cosi Mons. Fridolin Ambongo, Arcivescovo di Mbandaka-Bikoro e Vice Presidente della CENCO, accusa esplicitamente di boicottare le elezioni la maggioranza e la fronda che ha votato come presidente del Consiglio dei saggi dell’opposizione, un candidato diverso da quello scelto dagli altri componenti della coalizione dell’opposizione (vedi Fides 7/1/2017).
I Vescovi della Repubblica Democratica del Congo rompono così il silenzio che si erano imposti da quando, il 28 gennaio, erano state sospese le trattativa per l’applicazione degli accordi di San Silvestro volti a formare un governo di unità nazionale che portasse il Paese alle elezioni presidenziali entro il 2017.
La morte del capo dell’opposizione, Etienne Tshisekedi, ha ulteriormente rinviato la ripresa del negoziato, che è mediato dalla locale Conferenza Episcopale (CENCO), la quale aveva già offerto i suoi buoni uffici per arrivare all’Accordo di San Silvestro.
La spaccatura nel campo dell’opposizione vede contrapposti una maggioranza che ha votato per la nomina del figlio di Etienne Tshisekedi, Félix Tshisekedi, come suo presidente, e Pierre Lumbi, presidente del Consiglio dei saggi. Ma una frangia della coalizione non ha condiviso quest’ultima nomina ed ha scelto come presidente del Consiglio dei saggi, Joseph Olenghankoy.
I Vescovi temono che questa sia un’ulteriore manovra dilatoria per rinviare sine die le elezioni presidenziali che, in base alla Costituzione, si dovevano tenere entro il dicembre dello scorso anno. Mons. Ambongo ha così espresso forti riserve sull’insipienza della classe politica congolese che rischia di portare il Paese allo sfascio.
Di fronte allo stallo negoziale, l’Unione Europea ha minacciato l’imposizione di nuove sanzioni nei confronti di politici e responsabili delle forze dell’ordine congolesi in aggiunta a quelle che sono già state comminate ai responsabili delle violenze del settembre 2016 a Kinshasa, che avevano provocato almeno una quarantina di morti. (L.M.) (Agenzia Fides 8/3/2017)



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