AFRICA/EGITTO - Ministro egiziano per le dotazioni religiose: difendere dagli assalti le chiese fa parte della dottrina dell'islam

lunedì, 6 marzo 2017 dialogo   islam   minoranze religiose   persecuzioni   chiese orientali  

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Ibn Hazm (994-1064)

Il Cairo (Agenzia Fides) – Gli attacchi contro i cristiani e le loro proprietà sono “attacchi contro tutti noi”. Gli attacchi alle chiese sono equiparabili agli “attacchi alle moschee”, e la difesa dei cristiani e delle loro chiese “fa parte della dottrina della fede musulmana”: lo ha dichiarato il prof. Mohamed Mokthtar Gomaa, Ministro delle dotazioni a moschee e comunità religiose (Awqaf), citando a tal riguardo anche gli insegnamenti di Ibn Hazm, teologo arabo dell'epoca andalusa, pensatore della scuola islamica zahirita (994-1064). Le impegnative affermazioni del Ministro sono giunte nel corso del Forum culturale del Consiglio supremo per gli affari islamici, svoltosi al Cairo nel pomeriggio di domenica 5 marzo. Il forum, focalizzato sui temi del principio di cittadinanza e dell'uguaglianza dei diritti e dei doveri tra i cittadini, ha visto anche la partecipazione del reverendo Andrea Zaki, presidente della Chiesa copta evangelica in Egitto, e del prof. Sami al Sharif, già Decano della facoltà di comunicazione presso l'Università del Cairo. Gli interventi dei relatori hanno tenuto conto sia della recente conferenza organizzata dall'Università di al Azhar sui temi della cittadinanza e della convivenza islamo-cristiana (vedi Fides 2/3/2017), sia dell'esodo di centinaia di famiglie copte fuggite nelle ultime settimane dal Sinai del nord, dopo che 7 appartenenti alle comunità copte locali erano stati uccisi in omicidi mirati (vedi Fides 27/2/2017).
Riguardo alle violenze che hanno colpito i cristiani copti del Sinai settentrionale, il professore egiziano al Sharif ha voluto far notare che l'emergenza in quell'area non riguarda solo i cristiani, ma rappresenta una grave questione nazionale. In quella zona – ha rimarcato al Sharif – gruppi di matrice jihadista, che si dicono affiliati allo Stato Islamico (Daesh), “hanno ucciso decine di soldati senza tenere in alcun conto la loro religione”. Il professore egiziano, esperto in comunicazione, ha avuto accenni critici per le ricostruzioni mediatiche fuorvianti che riportano le recenti tribolazioni vissute dai copti egiziani del Sinai come un esempio di persecuzione religiosa a cui i cristiani egiziani sarebbero sottoposti da parte della maggioranza islamica locale. (GV) (Agenzia Fides 6/3/2017)


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