AFRICA/EGITTO - Corte Suprema: anche ai cristiani dovrebbero essere garantite le “ferie per pellegrinaggio” concesse ai musulmani

lunedì, 6 febbraio 2017 chiese orientali   pellegrinaggi   libertà religiosa  

timesofisrael.com

Il Cairo (Agenzia Fides) - La Corte Costituzionale Suprema ha decretato l'incostituzionalità di un articolo della legge sulla Pubblica Amministrazione in cui si afferma che i dipendenti musulmani hanno il diritto di prendere un mese di vacanza retribuita per effettuare il pellegrinaggio alla Mecca. La definizione di incostituzionalità della legge ha fatto esplicito riferimento alla condizione di ineguaglianza che essa introduce tra i cittadini musulmani e quelli cristiani, a cui dovrebbe essere garantita una analoga possibilità di fruire di un congruo periodo di vacanza per recarsi in pellegrinaggio alla Città Santa di Gerusalemme. Fino a quando questa ineguaglianza non verrà sanata, a giudizio della Corte Suprema l'articolo di legge che concede ai musulmani un periodo di vacanza di un mese per recarsi in pellegrinaggio alla Mecca è da considerarsi incostituzionale, perchè contrario alla parità di diritti e doveri affermata dalla Costituzione egiziana a tutti i cittadini.
Nel 2016, la domenica delle Palme ha visto un incremento esponenziale di pellegrini egiziani copti giunti a celebrare i riti della Settimana Santa a Gerusalemme. La crescente presenza di pellegrini copti ortodossi egiziani nella Città Santa registrata lo scorso anno ha segnato nei fatti il superamento del divieto di visitare Gerusalemme che nel 1979 era stato imposto ai propri fedeli dall'allora Patriarca Shenuda III. Ad incentivare ulteriormente i pellegrinaggi dei copti in Terra Santa ha di certo contribuito anche il viaggio compiuto nel novembre 2015 a Gerusalemme dallo stesso Patriarca Tawadros II (vedi foto), in occasione dei funerali dell'Arcivescovo Abraham, capo della locale comunità copta ortodossa. Il viaggio patriarcale, pur presentato dalla Chiesa copta ortodossa come “un'eccezione”, è senz'altro stato recepito dai copti egiziani come un segnale eloquente che il nuovo Patriarca non ha intenzione di difendere divieti penalizzanti per la vita spirituale dei fedeli.
Negli anni in cui si radicalizzava il conflitto arabo-israeliano, il Patriarca copto Shenuda III (1923-2012) aveva vietato ai fedeli della sua Chiesa di compiere pellegrinaggi nello Stato ebraico e non aveva cambiato posizione neanche dopo la normalizzazione dei rapporti tra Egitto e Israele voluta dal Presidente Sadat. Tale divieto non è mai stato formalmente revocato, ma già nel 2014 il viaggio compiuto in Terra Santa da una novantina di cristiani copti in occasione della Settimana Santa aveva dato modo a diversi osservatori di sottolineare l'inattualità della disposizione disciplinare anti-pellegrinaggio, nel quadro dei rapporti esistenti tra le due nazioni confinanti.
(GV) (Agenzia Fides 6/2/2017).


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