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2014-05-06

ASIA/PAKISTAN - Il Vescovo John Joseph ispira i cristiani nella campagna contro la blasfemia

Lahore (Agenzia Fides) – Nel 16° anniversario della morte del Vescovo John Joseph, il suo sacrificio continua a ispirare i cristiani pakistani nella campagna per l’abolizione della legge sulla blasfemia. Come riferisce, in una nota inviata a Fides, Nasir Saeed, direttore dell’Ong CLAAS (Centre for Legal Aid Assistance & Settlement), con sedi nel Regno Unito e in Pakistan, la celebrazione dell’anniversario della sua tragica morte “è occasione per rinnovare la sua missione nella lotta contro la persecuzione che i cristiani subiscono a causa della legge sulla blasfemia, ampiamente abusata per intimidire i fedeli, bruciare città e villaggi, attaccare chiese, mettere in carcere o uccidere cristiani innocenti”.
Il Vescovo compì l’estremo gesto del suicidio il 6 maggio 1998 davanti a un tribunale, per protestare simbolicamente contro la condanna a morte inflitta al cristiano Ayub Masih, falsamente accusato in base alla legge sulla blasfemia. Solo 4 anni dopo, il 15 agosto 2002, appurata la sua innocenza, Ayub fu poi rilasciato dalla Corte Suprema del Pakistan.
I cristiani in Pakistan ricordano Johna Joseph come “il Vescovo di tutti” e “il Vescovo per i diritti umani”. La sua attività per la promozione del dialogo interreligioso e l'armonia interreligiosa, per la giustizia sociale e per la parità di diritti, resta scolpita nel cuore dei fedeli: per questo Mons. Joseph è una figura apprezzata da tutte le fedi. Saeed ricorda: “Aveva profondi sentimenti di solidarietà per i poveri e gli emarginati, ed era sempre pronto ad alleviare la loro sofferenza. L’esempio del Vescovo John Joseph e il suo ruolo profetico ci dà oggi forza e motivazione”.
Il Vescovo, dopo gli attacchi di massa ai cristiani a Shanti Nagar (1997), e dopo altri episodi simili, si sentì sconfortato e decise l’estremo gesto di protesta contro le leggi sulla blasfemia. Probabilmente, dice Saeed, pensò: “Quando le parole sembrano cadere nel vuoto, forse una azione così devastante sarà un grido talmente forte che il mondo non potrà ignorare”.
Al tempo della sua morte era al governo Nawaz Sharif, lo stesso Primo ministro oggi al potere. “Auspichiamo che la vita del Vescovo possa convincere il primo ministro Sharif ad apportare cambiamenti alla legge sulla blasfemia, perché non sia più usata come strumento di persecuzione”, conclude Saeed (PA) (Agenzia Fides 6/5/2014)

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